Racca, rimuovere l'età pensionabile del farmacista

Farmacia | Redazione DottNet | 03/07/2014 16:03

Va soppressa perché «pesantemente vessatoria» la norma che obbliga il titolare di farmacia a nominare un direttore al raggiungimento dell’età pensionabile. E’ quanto ha affermato ieri la presidente nazionale di Federfarma, Annarosa Racca, nell’audizione davanti alla commissione Igiene e sanità del Senato sul ddl Lorenzin, attualmente all’esame del gruppo di lavoro. «Tale obbligo» ha ricordato la presidente «deriva dall’articolo 11, comma 17, della legge 27/2012 (l’ex decreto “cresci-Italia”, ndr) ma contrasta con la generale tendenza a prolungare l’età lavorativa e finirà soltanto per comportare costi aggiuntivi a carico delle farmacie».

Le considerazioni sono state espresse a margine dei commenti positivi rivolti all’articolo 8, comma 2, del ddl Lorenzin (riguardante «deleghe al governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, enti vigilati dal ministero della Salute, sicurezza degli alimenti, riordino delle professioni sanitarie»): il disegno di legge consente la sostituzione temporanea del direttore di farmacia anche in caso di raggiungimento del limite di età pensionabile, autorizzando al contempo le società di gestione a individuare il sostituto anche tra i farmacisti non soci. Per la presidente Racca (in Senato assieme al segretario nazionale, Alfonso Misasi, e al presidente del Sunifar Alfredo Orlandi) il comma riprende disposizioni già emanate in passato dal Ministero, «tuttavia il problema è a monte ed è rappresentato dalla previsione di un limite di età nella direzione della farmacia, limite del tutto irragionevole e incomprensibile».

 


Nessuna obiezione anche alle norme del ddl che cancellano i vecchi divieti del Tuls (articolo 102) al cumulo delle professioni: «La disposizione» ha ricordato Racca «è finalizzata a favorire la concreta attuazione della farmacia dei servizi, a proposito della quale Federfarma ha recentemente presentato un nuovo progetto di sviluppo». Infine, la presidente ha invitato la Commissione ad approfittare del ddl per eliminare gli ostacoli all’attività galenica causati dal divieto dello sconfezionamento dei medicinali. «Consentire al farmacista, in casi del tutto particolari, di reperire la materia prima ricorrendo allo sconfezionamento» è la tesi del sindacato «risolverebbe i problemi legati alla difficile acquisizione di talune materie prime e permetterebbe l’allestimento di medicinali in forme e dosaggi non reperibili come specialità».

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