Troppo sale nella dieta dei bambini

Gian Vincenzo Zuccotti | 08/07/2014 11:40

Il comune sale da cucina, o cloruro di sodio, si trova abbondantemente in natura, soprattutto nell’acqua marina.

Oltre ad essere utilizzato come conservante, il sale viene comunemente usato come esaltatore di sapidità per le preparazioni alimentari.
L’eccesso di sale nella dieta non è scevro di rischi per la salute, al contrario, esso è in grado di aumentare la pressione arteriosa ed è quindi associato ad un aumentato rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, che a sua volta rappresenta il principale fattore di rischio per comparsa di patologie cardiovascolari.

Troppo sale è presente anche nella dieta dei bambini. Un’indagine condotta dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi su oltre 4.200 bambini tra gli 8 e i 18 anni mostra come l’apporto di sodio nei giovanissimi sarebbe superiore a 2.200 mg/die, un quantitativo decisamente troppo elevato. Bisogna inoltre considerare che, a tavola, i bambini e i ragazzi consumano le stesse pietanze degli adulti, la cui assunzione di sodio è in media superiore di 10-11 grammi rispetto ai livelli raccomandati.

Valori che si traducono, nei più giovani, in almeno 7 grammi di sale di troppo.
Il consumo di piatti troppo sapidi induce un senso di sete che talvolta viene sedato con il consumo di bevande gassate e dolcificate: il consumo eccessivo di questo tipo di bevande è a sua volta correlato a un maggior rischio di sviluppare sovrappeso o obesità già in età infantile o adolescenziale, incrementando ulteriormente il rischio cardiovascolare.

E’ possibile ridurre il quantitativo di sale nella dieta per prima cosa ricordando che molti ingredienti lo contengono già naturalmente in quantità sufficienti. E’ fondamentale privilegiare il consumo di frutta e verdura e di cibi a basso contenuto di grassi saturi. Inoltre è necessario limitare il consumo di alimenti troppo saporiti, come snacks e insaccati e, nella preparazione dei piatti, previlegiare le cotture al vapore o al cartoccio che consentono agli alimenti di cuocere con i loro stessi succhi, esaltandone il sapore e senza richiedere una ulteriore aggiunta di sale. Le spezie sono un’altra arma vincente: conferiscono sapore e ricchezza ai piatti e possono essere utilizzate in alternativa al sale.

Oltre alla riduzione del sodio, sarebbe importante tenere conto del fatto che i bambini imparano progressivamente ad apprezzare sapori diversi, “costruendosi” le proprie preferenze alimentari. Questo significa che l'esposizione precoce ad una vasta gamma di gusti aiuta a porre le basi di una corretta alimentazione, costituita da un’ampia varietà di alimenti e sapori. E’ dimostrato che i comportamenti alimentari acquisiti in età infantile sono poi mantenuti successivamente in età adulta.

Quindi educare un bambino a mangiare bene, in maniera equilibrata, con varietà e senza aggiunta di sale non necessario, significa offrire un importante bagaglio di cultura alimentare a favore della buona salute.

Prof Gian Vincenzo Zuccotti
Full Professor and Chairman
Department of Pediatrics
Director Center for Research in Nutrition (CURN)
Biomedical and Clinical Science Department Università degli Studi di Milano
Luigi Sacco Hospital