Ue contro l'Italia per la legislazione sulle farmacie

Farmacia | Redazione DottNet | 27/11/2008 18:58

La Commissione europea ha deciso di chiedere ufficialmente all'Italia di modificare la sua legislazione, che vieta ad un farmacista di possedere varie farmacie, e che limita a quattro il numero massimo di farmacie che possono essere di proprietà della stessa società e che devono inoltre trovarsi nella stessa provincia.

 Lo annuncia l'esecutivo europeo, precisando che ''tali restrizioni sono in contrasto con l'art.43 del trattato sulla libertà di stabilimento''. La richiesta della Commissione viene trasmessa sotto forma di 'parere motivato', che costituisce la seconda fase della procedura d'infrazione. Se non riceve una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia Ue. La legislazione italiana vieta ad un singolo farmacista di essere titolare di più autorizzazioni per l'apertura di una farmacia e vieta, inoltre, di cumulare l'autorizzazione per l'apertura della farmacia con la partecipazione nella gestione di una società di farmacisti. Limita inoltre a quattro il numero delle farmacie che possono essere gestite dalla stessa società, con l'obbligo che siano situate nella stessa provincia in cui la società ha la sede legale. La Commissione ritiene che, adottando e mantenendo queste restrizioni, l'Italia è venuta meno agli obblighi che le incombono in virtù dell'articolo 43 del trattato CE. Si tratta di limitazioni che di fatto impediscono o rendono più difficile l'apertura di farmacie da parte di operatori di altri Stati membri. Possono essere considerate compatibili con il trattato europeo solo se giustificate da obiettivi d'interesse generale, necessarie e proporzionate a questi obiettivi. La Commissione è del parere che le restrizioni in questione vanno oltre quanto è necessario per raggiungere l'obiettivo di protezione della salute invocato dalle autorità italiane.

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