Farmaci innovativi: per averli c'è chi s'indebita o va dal giudice

Farmaci | Redazione DottNet | 09/07/2014 11:39

In Italia i farmaci innovativi sembrano diventare un lusso riservato a pochi: a chi paga di tasca propria oppure, sempre di tasca propria, si rivolge al giudice.

 E’ l’allarme lanciato da Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato: ospite del convegno sull'innovazione farmaceutica vista dai pazienti, organizzato  a Roma con il sostegno di Farmindustria, Aceti ha rivelato che sono in netta crescita le segnalazioni al Tdm di persone che per accedere a un farmaco innovativo devono ricorrere a un prestito oppure intraprendere azioni legali. La cause? Innanzitutto i ritardi con cui le nuove specialità vengono immesse in commercio, ma pesa anche il sottofinanziamento della spesa farmaceutica, con tetti che vengono regolarmente sfondati. Nel primo trimestre del 2014, ha ricordato Aceti, sono solo due le amministrazioni che hanno rispettato il budget sull’ospedaliera, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento.
D’accordo con il coordinatore del Tdm Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria: «Chi è malato ha diritto ai farmaci innovativi» ha detto il leader degli industriali al convegno di Cittadinanzattiva «l’Italia deve decidere dove investire le proprie risorse se non vuole cadere nella trappola dell’economia austera e triste. Bisogna superare logiche ragionieristiche da compartimenti stagni e capire quante prestazioni sanitarie fa risparmiare un farmaco di nuova generazione».

 

fonte: federfarma

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato