Epatite C, trattative sul farmaco rinviate. Malati a rischio, è bufera

Farmaci | Redazione DottNet | 09/07/2014 19:29

Trattative rimandate a settembre per la definizione del prezzo del farmaco contro l'epatite C ma intanto, assicura l'Aifa, sarà garantito ai casi più urgenti. Intanto è bufera sulla decisione dell'azienda che mette a rischio migliaia di malati.

 

L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha comunicato che la ditta Gilead non ha ritenuto possibile presentarsi alla riunione del Comitato Prezzi e Rimborso indetta per lo scorso 4 luglio al fine di concludere la procedura negoziale del prodotto Sovaldi (sofosbuvir) ed ha chiesto una proroga fino al 29 settembre 2014. ''Indipendentemente dall'attività di negoziazione del prezzo del medicinale - precisa l'Aifa - è già attiva una procedura di fornitura gratuita del farmaco, per rendere disponibile da subito il medicinale ai pazienti affetti da epatite C nei casi più urgenti, quali quelli di pazienti con: recidiva severa di epatite dopo trapianto di fegato e cirrosi scompensata in lista per trapianto epatico''. Il medicinale verrà fornito secondo le modalità previste per l'uso compassionevole e la Gilead ha attivato un indirizzo di posta elettronica epatitec@gilead.com a cui i soli medici potranno inoltrare le richieste per i pazienti che rientrino nei criteri indicati. ''Vista l'urgenza del trattamento di tali pazienti, l'importanza da parte degli operatori sanitari coinvolti ed in particolare dei Comitati Etici, di valutare tempestivamente l'inserimento degli stessi nel programma di accesso gratuito al farmaco'', conclude l'Aifa nella nota. 

 

La decisione dell'azienda farmaceutica Gilead di rinviare la trattativa sul farmaco Sofosbuvir per l'epatite C di tre mesi ''è inaccettabile e pericolosa per i pazienti'', afferma Antonio Gasbarrini, uno dei fondatori di Alleanza contro l'Epatite, associazione che riunisce medici e pazienti. ''Per ogni paziente che riesce ad avere accesso al farmaco per via compassionevole ce ne sono venti che non possono averlo - sottolinea Gasbarrini -. Noi abbiamo già delle liste di malati che stavano aspettando il farmaco, che non hanno alternative terapeutiche: sono migliaia di persone a cui non sappiamo cosa dire, e per le quali un rinvio di mesi può essere molto pericoloso''.

 

Il rinvio, spiega Gasbarrini, rischia di far slittare all'anno prossimo l'arrivo del Sofosbuvir ai pazienti. ''Una volta che l'Aifa avrà contrattato il prezzo bisognerà aspettare i prontuari regionali, e quindi altri ritardi - sottolinea l'esperto -. Questo è inaccettabile da parte di un'azienda che ha un farmaco salvavita e che dovrebbe avere l'etica al primo posto''. La responsabilità, spiega Gasbarrini, in questo caso è solo dell'azienda. ''Non possiamo dire nulla sull'operato del ministro e dell'Aifa, che aveva anche inserito il farmaco nella procedura accelerata di approvazione - afferma l'esperto, che è docente di gastroenterologia alla Cattolica di Roma -. La responsabilità è solo dell'azienda, è una strategia che non riguarda solo l'Italia ma che è scellerata. Di sicuro come associazione faremo qualcosa, non so ancora cosa perché siamo stati colti di sorpresa anche noi''.

fonte: aifa

 

In tale occasione si ribadisce, vista l’urgenza del trattamento di tali pazienti, l’importanza da parte degli operatori sanitari coinvolti ed in particolare dei Comitati Etici, di valutare tempestivamente l’inserimento degli stessi nel programma di accesso gratuito al farmaco.

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