Fimmg: formazione negli studi Mmg. Snami: no nelle università

Medicina Generale | Redazione DottNet | 09/07/2014 18:40

Fimmg Formazione lancia una petizione al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e ai componenti della Conferenza Stato Regioni affinché “si mantenga il comma 14 dell'Articolo 5 del Patto per la Salute, che riguarda le attività professionalizzanti per i medici in formazione specifica in medicina generale”.

 

“Il comma 14 dell’articolo 5 nel Patto per la Salute – dicono alla Fimmg - introduce le “attività professionalizzanti” per i medici in formazione specifica in medicina generale: non vogliamo che vengano cancellate”. Per la dirigenza del sindacato, eliminare le attività professionalizzanti significa mortificare la dignità del medico in formazione: “si  mantiene  una borsa di studio ridicola e si toglie la possibilità di migliorare la propria professionalità con attività che costituiscono la parte più qualificante di una professione che dovrà essere svolta per una vita intera”. Fimmg Formazione chiede  a tutti i colleghi della continuità assistenziale e della medicina di famiglia di sottoscrivere e di diffondere anche a non medici la petizione, affinché si raggiunga il massimo numero di firme possibili. Tale petizione è un appello per una migliore formazione dei futuri medici di medicina generale in un Sistema sanitario più efficiente e più vicino alla gente e senza costi aggiuntivi per i cittadini”, conclude la nota della Fimmg.


 

E un appello arriva anche dallo Snami: “Diniego e perplessità del sindacato autonomo al colpo di spugna che le regioni vorrebbero attuare nei confronti del corso di formazione in Medicina Generale”. “Sorprende amaramente - sostiene Gianfranco Breccia, segretario nazionale dello Snami - come la parte pubblica continui imperterrita a percorrere «falcate da gambero» nei confronti della Medicina Generale”. “La formazione – aggiunge Breccia - deve rimanere nel territorio perché ha una specificità peculiare che verrebbe annullata e svilita se il corso di formazione venisse dirottato verso l’Università, mondo a parte che poco ha a che fare con i percorsi concreti della medicina territoriale”. “Le regioni – incalza il segretario Snami - cancellando completamente il comma 14 dell'articolo 5 della bozza del patto per la salute attualmente in discussione annullerebbero le attività professionalizzanti per il triennio e la possibilità per i corsisti di integrare i circa ottocento euro della borsa cioè la possibilità di essere equiparati economicamente ai Colleghi specializzandi”. “Urge una riflessione – conclude Breccia - perché non si può, soprattutto in momenti come questi, perdere l’occasione di una crescita professionale ed economica per i giovani Medici”.

 

fonte: fimmg, snami

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