Irap, in arrivo altri rimborsi per i medici di famiglia

Redazione DottNet | 10/07/2014 15:47

Il medico di famiglia non deve pagare l'Irap: il 4 luglio scorso i giudici di Cassazione hanno depositato due ordinanze che rigettano i ricorsi dell'amministrazione presentati per scongiurare i rimborsi già concessi in appello.

Lo studio di cui si serve il medico convenzionato con il S.S.N. per ricevere i mutuati, avente le caratteristiche e dotato delle attrezzature indicate all’articolo 22 dell’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, rappresenta il “minimo indispensabileper l’esercizio del’attività professionale ed è obbligatorio ai fini dell’instaurazione e del mantenimento del rapporto convenzionale. In assenza di personale dipendente, la semplice disponibilità dello studio “non integra … il requisito dell’autonoma organizzazione ai fini del presupposto impositivo” dell’IRAP. Lo ribadiscono, sulla scia di molteplici pronunce in tal senso (sent 10240/2010 e 1158/2012)  i Giudici di Cassazione in due ordinanze depositate entrambe il 4 luglio scorso, n. 15306 e 15307, che rigettano i ricorsi dell’Amministrazione presentati per scongiurare i rimborsi dell’imposta già concessi in Appello.

 

Gli Ermellini, ritengono che le rispettive pronunce di merito contengano un “inequivocabile accertamento di fattoin ordine all’insussistenza dell’autonoma organizzazione che non merita censure. In particolare, nell’ordinanza n. 15307/2014, la Corte precisa che dall’accertamento, esteso all’esame della documentazione prodotta e non contestata dall’ufficio, quali i quadri della dichiarazione dei redditi e il libro cespiti ammortizzabili, si evidenzia una “strumentazione minima ed indispensabile per poter lavorare, l’assenza di dipendenti e collaboratori, la modestia dei proventi conseguiti e relativi costi e spese sostenute”.   

 

fonte: giuffè, fiscopiù

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