La Commissione Ue non ha programmi per arginare le carenze

Redazione DottNet | 10/07/2014 15:24

La Commissione Ue non ha in cantiere provvedimenti per contrastare il dilagante fenomeno delle carenze di farmaci salvavita in Europa.

Questa la deludente dichiarazione che funzionari di Bruxelles hanno fatto informalmente recapitare al Pgeu dopo le insistite richieste dell’associazione per un risolutivo intervento dell’Unione. Deludente e stonata, perché stride con l’attivismo che abitualmente l’Europa mostra ogniqualvolta sono in gioco libertà di commercio e apertura dei mercati. Invece, ora che il problema riguarda il diritto dei cittadini a disporre tempestivamente dei farmaci necessari alle loro terapie, Bruxelles si trincera dietro la presunta complessità della questione a livello dei singoli Paesi, cosa che a suo dire limita notevolmente il raggio d’azione dell’Ue su tale delicato argomento. Per tale motivo, la Commissione ha informato il Pgeu che per un intervento c’è bisogno di uno specifico mandato da parte degli Stati membri.
A questo punto, ai farmacisti non resta che sperare in questo semestre di presidenza Ue a guida italiana: dopo gli interventi già messi in campo a livello nazionale, il ministro Lorenzin potrebbe riuscire a portare gli altri Stati membri verso una posizione comune che sia di sprone per l’Ue e il suo esecutivo.

 

fonte: federfarma