La farmacia dei servizi nel Patto per la salute

Redazione DottNet | 14/07/2014 14:55

Il patto per la salute appena firmato prevede ampi spazi per la farmacia dei servizi. Ecco i particolari

Per le farmacie, dunque, rimane lo scenario già dipinto nei giorni scorsi. Sulla farmaceutica, per cominciare, il Patto impegna l’Aifa ad «aggiornare» il Prontuario «sulla base del criterio costo/beneficio ed efficacia terapeutica, prevedendo anche dei prezzi di riferimento per categorie terapeutiche omogenee». Resta definitivamente fuori, però, ogni accenno alle gare regionali e tra i commi spiccano la raccomandazione a «favorire l’accesso dei cittadini ai farmaci innovativi» e l’impegno delle Regioni a far sì che «le determinazioni Aifa siano contestualmente valide e applicabili su tutto il territorio nazionale».

 

Per quanto concerne la farmacia dei servizi, invece, il Patto impegna le Regioni «a definirne la promozione con specifici atti d’indirizzo» in continuità con quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 20 febbraio scorso (progetti vincolati), quale «modello assistenziale orientato alla promozione attiva della salute, anche tramite l’educazione della popolazione ai corretti stili di vita, nonché all’assunzione del bisogno di salute prima dell’insorgere della malattia o prima che essa si manifesti o si aggravi, anche tramite una gestione attiva della cronicità».
«Dopo aver introdotto i costi standard ed evitato nuovi tagli» è il commento del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, riportato dal Sole 24 Ore Sanità «con il nuovo Patto mettiamo in sicurezza il sistema sanitario per le prossime generazioni, affrontando i grandi temi: la longevità, la riorganizzazione del territorio e del personale, la garanzia di maggiore efficienza dei servizi, nuovi sistemi di controllo ed efficientamento sia della qualità che della quantità».

 

fonte: federfarma

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