Bancomat: il Governo spinge per la riduzione degli oneri

Redazione DottNet | 17/07/2014 00:09

Ieri la prima riunione presso il ministero per lo Sviluppo Economico sull'obbligo del Bancomat. Professionisti, negozi e aziende sono intanto sul piede di guerra. Dal canto suo il governo sarebbe determinato ad andare avanti, spingendo però le banche a una riduzione delle commissioni a fronte di un prevedibile aumento delle stesse grazie all'obbligo della moneta elettronica

 

Una "stangata" per professionisti, negozi e artigiani, che mangia oltre il 3% dei ricavi. L'obbligo del Pos, alle condizioni attuali, preoccupa Confcommercio che, nel giorno del primo incontro sulla questione al ministero dello Sviluppo, illustra in un mini-rapporto i rischi nascosti in una misura considerata necessaria, ma che per le imprese va ripensata nelle modalità di applicazione, costi in testa.

 

Secondo l'associazione dei commercianti l'obbligo dei pagamenti elettronici per transazioni oltre i 30 euro scattato lo scorso 1 luglio penalizza soprattutto professionisti e le piccole imprese, fino a incidere per il 3,12% sui ricavi incassati con Pos, al netto dell'Iva, per un'impresa che fattura 150 mila euro. Invece, al crescere del fatturato (per esempio fino 400 mila euro), il costo del Pos cala al 2,22%. Una dimostrazione di quanto sia esoso per le aziende assicurare questa forma di pagamento arriva anche dal confronto internazionale: i pagamenti tramite Pos in Francia sono più del doppio di quelli dell'Italia (398 miliardi di euro contro 160 miliardi) eppure i terminali istallati Oltralpe non sono molti di più (1.834.000 contro 1.501.600). Il confronto con la Germania è ancora più indicativo: nel paese ci sono infatti meno Pos che in Italia (720 mila), ma vengono usati per più transazioni (174 miliardi di euro). La proposta di Confcommercio, che non nega i benefici per la collettività della misura (per il momento sprovvista di sanzioni e quindi dall'incerta fortuna), è quindi quella di una spending review della moneta elettronica, con tetti massimi alle commissioni interbancarie, ma anche con la detraibilità fiscale di tutti gli oneri legati all'installazione e alla gestione delle macchinette. Tutti temi di cui si è probabilmente parlato al tavolo del ministero, al quale ieri hanno preso parte Tesoro, Bankitalia, Abu e Consorzio Bancomat. L'incontro è stato interlocutorio (ce ne sarà un altro il 22 luglio) ed è servito soprattutto per avere informazioni statistiche relative all'utilizzo dei Pos, in particolare a partire dal primo luglio, quando è scattato l'obbligo.

 

Il governo sarebbe determinato ad andare avanti, spingendo le banche a una riduzione delle commissioni a fronte di un prevedibile aumento delle stesse grazie all'obbligo della moneta elettronica: "Nelle prossime settimane - annuncia infatti il Mise - il tavolo proseguirà i suoi lavori incontrando le organizzazioni di categoria dei commercianti, degli artigiani e dei professionisti, in modo da condividere un percorso comune che possa da un lato colmare il forte ritardo, rispetto agli altri Paesi europei, che l'Italia registra nell'uso della moneta elettronica e, dall'altro, possa condurre ad una riduzione dei costi associati a questa modalità di pagamento, attivando economie di scala, efficientamenti e maggiore concorrenzialità".

 

 

Fonte: confcommercio, mise

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