In libertà i due Mmg pugliesi accusati di truffa

Redazione DottNet | 17/07/2014 12:31

Sono tornati in libertà, ma con il divieto di esercitare la professione sino a metà agosto, i due medici di famiglia di San Severo messi agli arresti domiciliari il 19 giugno scorso con l'accusa di truffa al sistema sanitario nazionale. L'accusa per i due medici, Vincenzo Puntonio e Paolo Capotosto, è di avere realizzato un sistema familiare (con la collaborazione dei loro figli farmacisti) per ottenere profitti attraverso la falsificazione delle prescrizioni di medicinali

 

Lo rende noto un comunicato dei difensori dei due professionisti in cui è precisato che la Terza Sezione Penale del Tribunale di Bari, in funzione di Tribunale del riesame, ha accolto l'istanza del dott. Vincenzo Puntonio, assistito dagli avvocati Antonio Carella e Cesare Rizzo e del dott. Paolo Capotosto assistito dagli avvocati Guido de Rossi e Michele Cianci, sostituendo la misura degli arresti domiciliari disposta dal Gip di Foggia con il divieto di esercitare la professione medica fino a metà agosto". "In attesa del deposito della motivazione - è detto nella nota - già dal dispositivo è emersa la insussistenza del compendio indiziario in relazione alla contestata associazione a delinquere: come sostenuto dal collegio difensivo". "Gli stimati medici, fin dall'interrogatorio di garanzia hanno fermamente proclamato la propria innocenza, fornendo elementi utili, anche documentali, esprimendo fiducia nell'operato della magistratura". Secondo le indagini condotte dalla procura di Foggia, con i carabinieri del Nas, migliaia di ricette sarebbero risultate irregolari e contraffatte, create ad hoc con firme alterate e timbri di medici convenzionati estranei ai fatti.

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