Stabile il mercato delle farmacie: contrazione dell'1,1% in 5 anni

Farmacia | Redazione DottNet | 17/07/2014 13:55

Calo dei prezzi dei farmaci – causa genericazioni – e sostenibilità economica di una fetta delle farmacie italiane preoccupano, d’accordo. Ma al di là di alcune specifiche realtà, i dati che arrivano dagli analisti di mercato continuano a dire che il canale sta rispondendo alla crisi molto meglio di gran parte del commercio tradizionale.

 

 Un’ulteriore conferma arriva da alcune recentissime elaborazioni di Ims Health: nei cinque anni che vanno dal 2009 al 2013 il mercato totale della farmacia (inteso come somma di tutte le vendite effettuate dalle farmacie – prezzi al pubblico Iva compresa – su farmaci di fascia A e C, Sop-Otc, parafarmaci, cosmetici e via di seguito) ha fatto registrare una contrazione di appena l’1,1%, da 25,9 a 25,6 miliardi di euro. «Di fatto» commenta Giorgio Cenciarelli, director Supplier Services di Ims Health Italia «si può dire che in questi cinque anni di forte crisi la farmacia è riuscita a mantenersi stabile. Tenuto conto di quanto è accaduto in tale periodo alla spesa farmaceutica pubblica, tra genericazioni e spinte alla diretta, si può soltanto concludere che la farmacia è stata brava a compensare tra i vari mercati per difendere il proprio giro d’affari».
Le stesse considerazioni rimangono anche dopo la lettura delle medie regionali: a parte alcuni casi estremi, tra 2009 e 2013 le farmacie hanno limitato la contrazione dei fatturati a valori anche inferiori all’inflazione acquisita (vedi tabella, clic sull'immagine per ingrandire). «Per spiegare ogni singola media servirebbe un’analisi strettamente locale» osserva ancora Cenciarelli «ma non c’è dubbio che le cause di tali differenze vanno cercate innanzitutto nelle politiche perseguite da ogni singola Regione – e pure da ogni Asl – su Pht e distribuzione diretta. E poi nell’area di libera vendita ci sono le fluttuazioni dei consumi legate all’andamento della ricchezza. In quelle province o città dove ha chiuso una fabbrica o un comparto produttivo ben radicato è in crisi, gli effetti sull’indotto spingono ampie fette della popolazione a ridurre i consumi o tagliare sulle spese, salute e benessere compresi».
In ogni caso, resta valida l’immagine di una farmacia che in questi cinque anni ha saputo resistere degnamente alla crisi, effetti collaterali compresi: «Il calo dei consumi ha acuito la competitività extracanale» conferma Cenciarelli «ma i numeri dimostrano che i titolari sono riusciti a tenere anche nei confronti dei loro concorrenti diretti».

 

fonte: federfarma

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