Parafarmacie, sulla fascia C ricorso a Strasburgo

Redazione DottNet | 21/07/2014 17:08

La sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che i farmaci di fascia C con ricetta restano esclusiva delle farmacie non chiude la questione, che potrebbe invece approdare a Strasburgo. Lo afferma il presidente delle Parafarmacie italiane, Davide Giuseppe Gullotta che preannuncia un ricorso alla Corte Europea per i Diritti Umani.



La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata dal Tar della Calabria sull'articolo della legge del 2006 che vietava alle parafarmacie la vendita di questo tipo di farmaci. ''Le sentenze si rispettano - precisa Gullotta - ma i presupposti di fatto su cui si basano le motivazioni della Corte sono esposti in modo del tutto errato: il più alto organo di garanzia costituzionale descrive uno stato di fatto diametralmente opposto a quello effettivamente esistente e su questo basa una sentenza. E' preoccupante che ciò accada in uno stato di diritto come l'Italia: a questo punto non resta che appellarci alla Corte europea dei diritti dell'uomo''.

 

Secondo le parafarmacie non è vero, come afferma la Consulta, che i farmaci di fascia C possono essere dispensati nelle parafarmacie ad accezione di quelli espressamente indicati in un dato elenco. È' vero infatti l'opposto. Inoltre, non è vero che esiste il principio per cui i farmaci di fascia C sono liberalizzati e che è residuale il divieto della loro vendita (vale semmai l'opposto: i farmaci di fascia C soggetti a prescrizione "vendibili" nella parafarmacie sono solo una minima parte). ''Infine non si comprende - sottolinea Gullotta - l'affermazione ("fattuale") della Corte per cui vi sarebbero nelle farmacie maggiori garanzie per la tutela della salute dei cittadini''

 

fonte: parafarmacie

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