Nuove opportunità: le aziende farmaceutiche USA si spostano in Europa

Aziende | Redazione DottNet | 22/07/2014 15:53

AbbVie, la multinazionale americana – lo scorso venerdì – ha acquistato l’irlandese Shire per 54 miliardi di dollari. Non si tratta, però, di un caso isolato. Negli Stati Uniti, infatti, molti dei giganti del settore farmaceutico cercano l’America in Europa.

In questa tendenza si collocano anche le numerose trattative condotte da Pfizer – altro colosso americano del settore farmaceutico – per acquistare l’inglese AstraZeneca.

In giugno Medtronic, una delle più grosse società autonome di Medical Device degli USA, ha speso 43 miliardi di dollari per comprare Covidien, che a sua volta aveva ottenuto il trasferimento del proprio domicilio fiscale in Irlanda.

Infine, molto interessante quanto complessa, la procedura con cui Abbott ha stipulato un accordo con Mylan – del valore di oltre 5 miliardi di dollari – con cui il colosso americano cede a Mylan i Branded Generics (farmaci equivalenti). Tale operazione consentirà a Mylan di spostare il proprio domicilio in Olanda.

Se sei interessato all’argomento non perdere il recente articolo pubblicato da Forbes: Can Anything Stop Drug Companies From Fleeing The U.S. Tax System?

Gli Americani, legati da un autentico sentimento per la loro patria, sono molto preoccupati per quello che si sta caratterizzando come un vero e proprio esodo delle aziende farmaceutiche USA.

I motivi, però, di tale massiccia migrazione sono tutt’altro che sentimentali. Si tratta di Tax Inversion:

una forma particolare di transazione con cui le multinazionali si trasformano in società sussidiarie con l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale vigente nel Paese d’origine.

Tale tendenza non prevede lo spostamento dei quartieri generali dell’esecutivo, che rimangono negli USA, ma rappresenta comunque una grossa opportunità per l’Europa. Gli azionisti vedranno crescere il valore delle proprie azione e – si spera – che l’effetto della Tax Inversion ricada anche sull’Europa in termini di investimenti sul territorio e aumento di posti di lavoro.

L’esodo delle aziende farmaceutiche americane verso l’Europa sembra difficilmente arrestabile.

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