Racca, la sentenza sulla fascia C in farmacia tutela i cittadini

Redazione DottNet | 22/07/2014 17:19

"Questa sentenza è pienamente in linea con quella del 5 dicembre della Corte di Giustizia Europea sullo stesso argomento e conferma che la programmazione territoriale delle sedi farmaceutiche, gli obblighi di servizio, lo stretto legame con il SSN e il mantenimento della ricetta nell'ambito della farmacia concorrono tutti insieme a garantire un servizio farmaceutico efficiente e capillare. Chi ancora continua a avanzare proposte che scardinerebbero il servizio farmaceutico prenda atto del fatto che le regole tutelano i cittadini".

Così Annarosa Racca, presidente di Federfarma, commenta la sentenza della Consulta che sancisce come costituzionale la norma che consente solo alle farmacie di vendere i farmaci di fascia C, ovvero quelli soggetti ad obbligo di prescrizione medica, in quanto finalizzata a tutelare il fondamentale diritto alla salute. Nella sentenza 216/2014, depositata il 18 luglio, in risposta alla richiesta di pronunciamento avanzata dal Tar Calabria e confermando quanto sostenuto dalla Federazione che riunisce i titolari di farmacie, si osserva, infatti, che "per costante giurisprudenza ribadita nel corso degli anni, il regime delle farmacie rientra a pieno titolo nella materia tutela della salute". Inoltre, che la "complessa regolamentazione pubblicistica della attività economica di rivendita dei farmaci è preordinata al fine di assicurare e controllare l'accesso dei cittadini ai prodotti medicinali ed in tal senso a garantire la tutela del fondamentale diritto alla salute". Secondo la Corte Costituzionale, quindi, le farmacie - nota Federfarma - sono associate a una politica generale di sanità pubblica in gran parte incompatibile con una logica puramente commerciale, non altrettanto avviene per le parafarmacie estranee al circuito del Ssn.

 

fonte: ansa