Lazio apripista sulla medicina generale: aperti week end e festivi

Redazione DottNet | 24/07/2014 19:30

Studi medici aperti anche nei week end e nei festivi. E' uno degli obiettivi che si pone il protocollo firmato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e le organizzazioni sindacali della medicina generale Fimmg, Snami, Smi e Intesa Sindacale. Un accordo che potrebbe preludere ad altri esempi simili nel resto d'Italia.

Tra gli scopi dell'intesa anche la garanzia dell'assistenza territoriale da parte dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta nell' arco delle 12 ore ogni giorno. "Il raggiungimento degli obiettivi di questo protocollo storico cambieranno tutto della sanità del Lazio - spiega Zingaretti -. Avviamo una nuova fase di costruzione del diritto alla salute, soprattutto attraverso una rete territoriale più efficiente, un nuovo modello di sanità del Lazio". La rappresentante del sindacato Smi ha sottolineato: "Siamo entusiasti della collaborazione con la Regione. Solo una puntualizzazione che non inficia la firma:  per far funzionare bene la rete, tutti i medici devono poter comunicare tra loro via internet. Si deve poter comunicare con ospedale, per seguire bene il paziente. Lo riteniamo un punto indispensabile". Dalla Fimmg, invece, il sindacalista Bartoletti ha fatto un parallelo tra l'intesa siglata e la Costa Concordia: "E' un documento pesante, un attoßche muove la nave. Abbiamo iniziato a lavorare". Di Donna della Snami si e' augurato che "da qui parta una vera riorganizzazione della medicina generale".

 

"Il Protocollo d’intesa sulla Medicina Generale Territoriale e di Iniziativa, siglato lo scorso 23 luglio tra la regione Lazio e le sigle sindacali di categoria non prevede, nel modo più assoluto, l’apertura degli studi medici H12 e 7 giorni su 7 come riportato, invece, da alcuni organi di stampa". Lo ha affermato con forza Paolo Marotta, segretario Smi-Lazio.   "E’ inammissibile che, nonostante la nota presentata dallo Smi-Lazio e recepita dalla Regione, in cui è stato ribadito come le Cure Primarie rappresentino l’integrazione funzionale fra tutti i medici di medicina generale, si pensi di impostare ancora l’organizzazione territoriale su un modello di Sanità anni ’60; in cui si puntava tutto sulla figura del medico condotto", ha proseguito Marotta.   "L’obiettivo delle cure primarie (ovvero di tutta la Medicina Generale) - ha precisato il segretario Smi-Lazio - deve essere quello di migliorare l’integrazione fra i vari professionisti, soprattutto attraverso il collegamento informatico sul quale la regione Lazio, in questi ultimi quindici anni, ha investito un ingente numero di risorse senza, di fatto, apportare significativi cambiamenti". Quindi, Marotta conclude: "Il Protocollo in questione deve, pertanto, rappresentare una svolta innovativa e non un ritorno al passato. Lo Smi Lazio è disponibile a collaborare con tutti gli attori del sistema, ma in previsione di un futuro efficace ed efficiente; non certo puntando ad una involuzione della sanità".

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