Patto per salute: novità per i diabetici in farmacia

Farmacia | Redazione DottNet | 24/07/2014 13:44

Il nuovo Patto della Salute regala promesse importanti alle persone affette da diabete, ma i malati confermano una volta di più il loro no categorico alla formula delle gare per l’acquisto di strumenti e dispositivi. E il sì incondizionato alla distribuzione in farmacia, per la prossimità che caratterizza la rete dei presidi con la croce verde.

 Non cambia la posizione di associazioni dei pazienti e società scientifiche della diabetologia, riunite a Roma su iniziativa del Comitato nazionale per i diritti della persona con diabete con l’obiettivo di fare il punto sulle novità che arrivano dalla politica. «Il Patto firmato l’altra settimana da Governo e Regioni» spiega a Filodiretto Emanuela Baio (foto), presidente del Comitato «offre nei suoi contenuti interessanti aperture ai malati: per esempio, nelle premesse si dice a chiare lettere che la salute è un investimento economico-sociale e non un costo, un’affermazione che si sposa con la richiesta dei diabetici di essere messi nelle condizioni di vivere meglio la loro malattia. Positivi anche quei passaggi nei quali si promette un Piano nazionale delle cronicità e una nuova governance dei dispositivi medici, in una logica di costo-efficacia. E ovviamente c’è gradimento anche per il ruolo riconosciuto alla farmacia dei servizi rispetto alla presa in carico delle cronicità».

 


Al contrario, preoccupa l’insistenza di Governo e Regioni a picchiare sul tasto delle gare a evidenza pubblica come strumento di (presunto) risparmio nella spesa per dispositivi e presidi, tema che nel Patto trova ulteriore sviluppo. E che già aveva ricevuto dalle associazioni pesanti critiche a maggio, quando il Comitato lanciò il Protocollo per il diabete, il manifesto per i diritti delle persone diabetiche sottoscritto da un panel di associazioni dei malati e sigle della sanità (tra le quali Federfarma, presente all’incontro di ieri con la sua presidente, Annarosa Racca). «Il fatto» spiega Emanuela Baio «è che le gare per come funzionano privilegiano soltanto il prezzo più basso. La nostra tesi, invece, è che dovrebbe essere il diabetologo a decidere quale presidio sia più adatto a ogni singolo paziente: parliamo di dispositivi destinati all’autocontrollo, quindi è fondamentale che il malato li usi correttamente e che diano valori esatti. Come dimostrano diversi studi, un autocontrollo lacunoso accresce l’incidenza di complicanze». E quindi alla fine il Ssn spende di più.

 


Nel corso dell’incontro, così, le associazioni hanno convenuto sulla necessità di avviare da settembre un giro di incontri con amministratori e funzionari della Sanità federalista per dare la massima diffusione a preoccupazioni e proposte dei malati. «La nostra idea» prosegue Emanuela Baio «è che gli stessi risultati in termini di governo della spesa si potrebbero raggiungere se anziché alle gare si facesse ricorso a un sistema di prezzi di riferimento analogo a quello adottato in Francia. Dove sui dispositivi vigila l’Agenzia nazionale del farmaco, attraverso strumenti non dissimili da quelli utilizzati dall’Aifa sui medicinali: c’è un repertorio che elenca i prodotti autorizzati – dopo una selezione severissima – e c’è una negoziazione con i produttori per stabilire il prezzo di rimborso». Quanto alla distribuzione, poi, meglio che le Asl lascino il campo alle farmacie: «La persona affetta da diabete» osserva Baio «ha già parecchi problemi ed è costretta a vivere una vita complicata. Non si capisce perché complicarla ulteriormente costringendola a spostamenti continui, code e perdite di tempo. La distribuzione in farmacia è la soluzione più comoda e anche sicura».

 

fonte: federfarma

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