Rc sanitaria: si assicura sempre meno. E le Regioni fanno da sole

Professione | Redazione DottNet | 24/07/2014 19:38

Le assicurazioni italiane assicurano sempre meno i rischi di malpractice degli ospedali italiani. E' quanto emerge dal dossier Ania (Associazioni nazionale fra le imprese assicuratrici) "Malpractice, il grande caos", dedicato al fenomeno "sempre meno governato" della medical malpractice negli ospedali italiani e presentato a Roma

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Per fronteggiare il fenomeno degli errori sanitari le Regioni preferiscono 'fare da se'. Scende la quota di quelle che decidono di affidarsi ad un'assicurazione e aumenta il numero di chi preferisce autoassicurarsi. L'istantanea è stata elaborata dall'Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) in un dossier dal titolo "Malpractice, il grande caos", presentato oggi a Roma.

 

"In Toscana, Liguria, Puglia, Basilicata - si evidenzia - ed ora anche in Sicilia le compagnie sono uscite di scena, sostituite da forme di autoassicurazione o non assicurazione. Nelle altre regioni prevale un sistema misto in cui si ricorre ad una polizza soltanto per coprire i sinistri di importo maggiore (superiori ai 250-500 mila euro)". Ma questo sistema secondo le imprese nasconde delle insidie. Il pericolo per l'Ania è che scaricando senza controllo i rischi sui bilanci futuri si possa produrre un effetto simile alla bolla dei "derivati". "Se non si predispongono strumenti di garanzia, se non si contabilizza, se non si crea un fondo e non c'è una delibera vuol dire che si è in presenza di una logica di 'non assicurazione'" ha sottolineato il presidente Ania, Aldo Minucci citando il recente caso della Sicilia. E il trend si riflette anche nei numeri. Nel 2012 la stima dei premi nelle coperture assicurative degli ospedali è calata (-4,3%, a 288 milioni). Includendo anche le polizze dei medici però la raccolta è invece in crescita (+3,6%, a 543 milioni). I medici infatti lamentano premi più onerosi. Dal lato dei sinistri il dossier evidenzia come nel 2012 ne sono stati denunciati 31.200, in leggero calo (-0.8%) rispetto al 2011. Per le imprese assicurative il bilancio è però in squilibrio (il rapporto sinistri a premi è pari al 122% nel 2012) e molte aziende italiane escono dal settore. "Gli assicuratori italiani - ha specificato Minucci - intendono tornare a svolgere pienamente il proprio ruolo". Per farlo però occorre che le Istituzioni "abbiano coraggio".

 

E Ania fornisce anche le sue ricette: "Intervenire per circoscrivere la responsabilità dei medici e delle strutture sanitarie; attuare idonee misure di gestione del rischio attraverso la nomina di un risk manager in tutti gli ospedali; porre un tetto ai danni non patrimoniali con l'approvazione delle tabelle di risarcimento dei danni biologici; definire linee guida mediche validate anche per contrastare il fenomeno della medicina difensiva che pesa per oltre l'11% sulla spesa sanitaria". Sul tema, vi sono numerosi ddl depositati in Parlamento e il prossimo 14 agosto scatta l'obbligo per i medici di assicurarsi (esonerati quelli dipendenti del Ssn). Non da ultimo durante la conversione del Dl Pa in commissione Affari costituzionali della Camera è stato approvato un emendamento di alcuni deputati Pd dove "è fatto obbligo a ciascuna azienda del Ssn, a ciascuna struttura o ente privato operante in regime autonomo o accreditato con il Ssn ed a ciascuna struttura o ente che, a qualunque titolo, renda prestazioni sanitarie a favore di terzi, di dotarsi di copertura assicurativa o di altre analoghe misure per responsabilità civile verso terzi (RCT) e per responsabilità civile verso prestatori d'opera (RCO), a tutela dei pazienti e del personale".

 

fonte: ansa, ania,
 

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