Corte dei Conti: per l'Enpaf consuntivo positivo

Redazione DottNet | 26/07/2014 12:16

Via libera dalla Corte dei Conti al consuntivo 2013 dell’Enpaf, l’ente di previdenza dei farmacisti. Questo l’esito della verifica di gestione effettuata dalla sezione centrale di controllo della Corte, che nella relazione finale promuove i “fondamentali” dell’istituto.

 «I risultati» scrivono in particolare i giudici contabili «non mettono in evidenza nel 2013 – così come del resto nei precedenti esercizi – discontinuità di un qualche rilievo e confermano l’andamento sostanzialmente positivo dei principali saldi economico-patrimoniali». L’avanzo di esercizio, riassume la relazione, è pari a 133,026 milioni, in lieve flessione rispetto a quello del precedente esercizio (133,988 milioni) per «la diminuzione dei ricavi derivanti dalla gestione del patrimonio mobiliare, solo parzialmente controbilanciati dal risultato maggiormente positivo del saldo tra entrate contributive e prestazioni istituzionali». Sempre a proposito di prestazioni, «è da porre in evidenza come il saldo della gestione previdenziale e assistenziale, positivo per 96,7 milioni, mostri un aumento di circa 1,7 milioni sul 2012». Determinanti a tal proposito «sono le entrate da contributo dello 0,90, il cui gettito (pari a 92,815 milioni) è, peraltro, in continua diminuzione dal 2010».

 


Il numero degli iscritti, si rileva ancora nella relazione, aumenta di 2.994 unità (con un tasso dello 0,4% sul 2012). Tra questi, un numero sempre più elevato (15.295 contro i 12.604 del 2012) è costituito da coloro che hanno optato per il contributo di solidarietà. «Il rapporto tra numero degli iscritti al netto dei versanti il contributo di solidarietà e quello dei trattamenti pensionistici erogati» calcolano i giudici «è pari a 2,65 (2,57 nel 2012)».
La solidità dei fondamentali economico-patrimoniali dell’Enpaf spingono così la Corte dei conti a indugiare sui suoi impieghi. «Continua a rivestire una qualche consistenza» si legge infatti nella relazione «la massa dei crediti della Fondazione verso iscritti e terzi contribuenti, che nel 2013 si attesta su 53,2 milioni». Di tale cifre, 25,2 milioni fanno riferimento a debiti delle Asl per il contributo dello 0,90; altri 26 milioni invece sono crediti per contributi ordinari degli iscritti, «dei quali più del 50 per cento è rappresentato da crediti pregressi». I giudici contabili, quindi, tornano «a ribadire l’esigenza che l’Ente ponga in essere ogni utile iniziativa ai fini della loro riscossione, specialmente di quelli risalenti ad esercizi remoti» per i quali sarà anche necessario «verificarne l’esigibilità».

 

fonte: enpaf, federfarma