Gli italiani non temono l'Aids

Redazione DottNet | 01/12/2008 19:10

L'Aids non fa paura agli italiani, meno di cinque su 100 temono la malattia, col risultato che non si sentono a rischio e non si proteggono dal pericolo di contagio. Questa noncuranza spiega il 'sommerso' della malattia: si stima che in Italia ci siano circa 70 mila sieropositivi che non sanno di esserlo.

 E' quanto emerge in occasione della Giornata Mondiale sull' Aids, celebrata il primo dicembre, da un sondaggio commissionato alla Swg dal Network Persone Sieropositive (Nps) che aperta al Lingotto di Torino per il suo secondo meeting nazionale. Al congresso è arrivato anche un annuncio importante per l'Italia: nel 2011, dopo Sidney 2009, il nostro paese, a Roma, ospiterà il congresso Mondiale sull'Aids. A riferirlo il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) Enrico Garaci, intervenuto alla cerimonia inaugurale del congresso. Ecco la fotografia della situazione:
- IL SONDAGGIO: L'indagine, che ha coinvolto 1000 italiani, dai 16 ai 64 anni, e oltre, mostra che, se nel 1991 l'Aids era la terza paura degli italiani (lo temeva oltre un italiano su 5) dopo mafia e droga, oggi è proprio l'ultima; in prima fila ci sono crisi economica (per il 51%) e disoccupazione (33,1%). Questo perchè è vissuta come una malattia degli altri, gli abitanti dei paesi in via di sviluppo, i drogati, gli omosessuali, le prostitute, gli immigrati. Un atteggiamento spavaldo che si traduce in incoscienza, spiega Andrea Antinori, direttore dell'Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell' ospedale Spallanzani di Roma: infatti dall'indagine è emerso anche che oltre metà degli italiani ha poca paura di essere contagiato dal virus dell'Aids o che lo possa essere qualcuno della sua famiglia e il 24% degli intervistati continua, in barba al rischio contagio, ad avere rapporti occasionali senza troppe preoccupazioni; il timore dell'Aids ha modificato le abitudini sessuali solo del 25% degli intervistati;
- AIDS MALATTIA SOMMERSA: La guardia è bassa, aggiunge Antinori, infatti si stima che in Italia ci siano 140 mila sieropositivi e che circa la metà di loro non sappia di esserlo. Oggi meno del 10% delle persone colpite sono tossicodipendenti, per il resto l'infezione riguarda individui del tutto 'insospettabili' dai 16 ai 70 anni;
- MANCANO INFORMAZIONE E PREVENZIONE: Il problema, ricorda la presidente Nps, Rosaria Iardino, è che oggi l'Aids non faccia più notizia sui media, con una pericolosa perdita di attenzione. ''Il Governo - dichiara Iardino - dovrebbe impegnarsi in campagne di informazione e prevenzione''. Risponde il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio: ''non siamo assenti'' bisogna tenere ''alta la guardia'' contro la ridotta percezione del rischio, ''a breve riunirò la Commissione'';
- ALLARME SU ACCESSO A FARMACI: ''Le logiche di budget stanno prevalendo a discapito del diritto dei pazienti''. Costanti segnalazioni di disagi in particolare nelle Regioni del Sud: Sicilia, Puglia, Campania, ma anche dall'Emilia Romagna'';
- RISCHIO DA FEDERALISMO: I pazienti sieropositivi non potranno più andare da Regione a Regione, conclude Iardino, perchè la rimborsabilità delle cure non è assicurata, con il federalismo c'è il rischio si creino 21 sistemi sanitari e, per il paziente HIV-positivo, che il tasso di sopravvivenza diventi diverso da Regione a Regione.
 

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