Roche ha siglato un accordo di fusione con InterMune

Redazione DottNet | 26/08/2014 16:27

Roche ha appena acquistato per 8,3 miliardi di dollari InterMune. L'operazione si colloca in una più generale politica di fusione nel settore farmaceutico.

Secondo gli esperti, tale operazione consentirà a Roche di ampliare – e potenziare – il proprio portfolio nel settore della pneumologia, come ha appena ammesso l’azienda stessa in una nota agli investitori.

A suscitare il grande interesse di Roche pare sia stato in particolare l’Esbriet (pirifenidone): un farmaco studiato per curare la fibrosi polmonare idiopatica (IPF).

L’Esbriet, approvato dall’Unione Europea (2011) e in Canada (2014), è attualmente in fase di revisione da parte della FDA. Il regolatore statunitense aveva, infatti, rifiutato di approvare il farmaco nel 2010, richiedendo uno studio clinico aggiuntivo per sostenere il suo uso per il trattamento della IPF. Il nuovo studio ha dimostrato che l’Esbriet ha ridotto significativamente la progressione della malattia nei pazienti con IPF, rispetto al placebo. Si prevede che la FDA si pronuncerà sul farmaco entro la fine dell’anno.

L’acquisizione di InterMune da parte di Roche si colloca in una dimensione più ampia, in cui rientrano anche l’acquisto di Santaris Pharma (450 milioni dollari) all'inizio di questo mese, Seragon Pharmaceuticals (1,7 miliardi) a luglio e di Genia Technologies (125 milioni ed ulteriori 225 milioni sulla base di determinati obiettivi) a giugno.

Recenti speculazioni ritengono che Roche stesse negoziando per acquistare il40 % ca. di Chugai Pharmaceutical, un affare potenzialmente del valore di circa 10 miliardi di dollari. La casa farmaceutica giapponese, però, ha già smentito tali rumor.

Roche non è l’unica multinazionale impegnata in acquisizioni. Per rimanere in Italia, il gruppo scandinavo Meda ha comprato Rottapharm/Madaus per 2,275 miliardi di euro, e la svedese Recipharm ha appena acquisito la milanese Corvette Pharmaceutical Services per 1,1 miliardi di corone (circa 120 milioni di euro).

Infine, pare che Pfizer continui ancora a impegnarsi per acquisire AstraZeneca, ma se tale operazione non dovesse funzionare potrebbe esistere già un piano B relativo ad un accordo con Actavis.

Nei primi sei mesi del 2014 le aziende farmaceutiche hanno già speso 87 miliardi di dollari in attività di M&A, un importo maggiore di quanto investito durante l’intero corso del 2013, come si può leggere nell’interessante articolo 2014 has potential to exceed milestone year of 2009 for M&A action.

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