Snami contro i gruppi di Mmg della Balduzzi: sono un errore grossolano

Medicina Generale | Redazione DottNet | 27/08/2014 16:24

Lo Snami ribadisce che "le cure continue" non sono appropriate bensì è meglio puntare sulla “continuità delle cure”. Con questo slogan riprende ufficialmente il "dopo estate sindacale" dell'organizzazione attaccando la Legge Balduzzi.

 

Angelo Testa, presidente nazionale del sindacato autonomo non ha dubbi: “La legge Balduzzi di riordino sanitario è stata un errore grossolano e chi l’ha fortemente voluta dovrebbe rispondere alla comunità della Medicina Generale degli esiti deleteri che produrrà sull’accordo collettivo nazionale. A meno che non ci siano dei doverosi ripensamenti”. .Domenico Salvago, presidente di Snami Sardegna e addetto stampa nazionale continua: “Esperienze internazionali indicano inequivocabilmente che i piccoli gruppi,che sono di fatto gli attuali, hanno tassi di ricovero ospedaliero nettamente più bassi dei «grupponi», a cui i Medici di Medicina generale saranno destinati dalla Balduzzi”. “Verrà – aggiunge Salvago - persa quella capillarità dell’assistenza medica oggi presente nei paesini e località più sperdute,aspetto altamente positivo dell’assistenza territoriale e molto gradito ai pazienti. Come conseguenza negativa verrà ad essere intaccata la «continuità di cura» elemento fondante e vincente della medicina della famiglia a favore di un rapporto del malato con la struttura”. “Così i pazienti sarebbero costretti a rivolgersi a Medici sempre differenti ovvero a chi sarebbe di turno in quel momento, anche in tempi stretti e ripetutamente”, precisa Salvago.

 

 

Insomma, secondo lo Snami, si arriverebbe ad una sorta di «giro delle sette chiese» di pseudoconsulenza che farebbe aumentare a dismisura gli accessi alla struttura,la spesa per la farmaceutica e per la specialistica. “Chi dice che «la quantità più costosa», soprattutto in sanità, sia meglio della «normalità che costa il giusto»?, si chiede Salvatore Santacroce, presidente di Snami Pavia e vice segretario nazionale: “Oggi la continuità della cura è efficacemente sostenuta, mantenendo il rapporto di fiducia medico-paziente, dalle attuali forme aggregative,il cui numero dei componenti è contenuto ed in cui i medici si associano non forzatamente ma volontariamente secondo un razionale di vicinanza terrritoriale e di affinità professionali”. “Questa logica – incalza Santacroce - è agli antipodi rispetto alla illogica forzatura della legge Balduzzi che impone dei grupponi di 25 o 30 medici ed è evidentemente sconosciuta a chi l’ha fortemente voluta e ,paradossalmente,si vanta di averla ispirata”. “Perchè allora non fare qualche passo indietro e ripensare agli effetti devastanti del percorso Balduzzi-atto di indirizzo per l’acn su un sistema sanitario che andrà qualitativamente a peggiorare fino a crollare finanziariamente”, afferma Testa . “La medicina generale finirà di esistere, per tagli economici ai Medici, assassinio della sua essenza cioè il rapporto duale con il paziente, e sarà ghettizzata da chi vorrebbe rifondare senza soldi, il che equivale a distruggerla .Il tutto basta per un ripensamento?”, conclude Testa.

 

 

Fonte: snami

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