Vaccino Ebola: possibile grazie a una fusione aziendale

Redazione DottNet | 29/08/2014 15:42

Le fusioni tra aziende farmaceutiche sembrano caratterizzare la politica economica del settore. Infatti, proprio all’acquisizione di Okairos, GlaxoSmithKline (GSK) deve la sperimentazione di un vaccino contro l’Ebola Virus.

La multizonale britannica aveva acquistato Okairos per 250 milioni di euro, nel maggio 2013, l’azienda italiana – fondata– specializzata in ingegneria genetica per la produzioni di vaccini ad azione profilattica e terapeutica.

Come abbiamo recentemente scritto, GlaxoSmithKline (GSK), entro metà settembre, arruolerà volontari sani per testare un vaccino sperimentale per l’Ebola, malattia che ha già ucciso più di 1.400 persone in Africa occidentale.

Il vaccino sperimentale, entrato in possesso di GSK proprio grazie all’acquisto di Akairos, utilizza una singola proteina del virus Ebola per generare una risposta immunitaria, ma non contiene alcun materiale del virus che possa risultare infettivo. In questo modo i volontari non saranno a rischio di contrarre il virus Ebola.

La sperimentazione – che dovrebbe essere condotta in Inghilterra, Gambia e Mali – sarà sviluppata in collaborazione dal National Institutes of Health (NIH) e GlaxoSmithKline (GSK), tale processo dovrà avvenire in tempi rapidi e con il supporto di un finanziamento internazionale, a causa del carattere di pubblica emergenza internazionale individuata dall’OMS.

Una sovvenzione di £ 2.800.000 – stanziata da un consorzio costituito dalla Wellcome Trust, il Medical Research Council (MRC) e il Department for International Development (DFID) – consentirà a un team guidato dal professor Adrian Hill, dell'Istituto Jenner presso l'Università di Oxford , di iniziare i test di sicurezza del vaccino.

Parallelamente, studi analoghi saranno condotti anche negli Stati Uniti dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID, una parte del NIH).

Inoltre,come dichiarato nel comunicato stampa di GSK:

«Il finanziamento del consorzio consentirà di produrre fino a circa 10.000 ulteriori dosi di vaccino già a partire dagli studi clinici iniziali, in modo che se le prove avessero successo, GSK potrebbe rendere i vaccini immediatamente disponibili per l'OMS e creare, così, un programma di vaccinazione di emergenza per le comunità ad alto rischio».

Lo studio di Oxford coinvolgerà 60 volontari sani. Se i primi volontari vaccinati nello studio inglese mostreranno una buona risposta al vaccino, senza reazioni avverse, il passaggio successivo sarà estendere la sperimentazione ai volontari del Gambia, dopo avere ottenuto la necessaria approvazione da parte delle autorità competenti.

Un’ulteriore sperimentazione in Africa sarà condotta dal professore Myron Levine M. del Center for Vaccine Development presso l'Università del Maryland e il professor Samba Sow del Center for Vaccine Development in Mali, in un'iniziativa congiunta tra l'Università di Maryland e il Ministero della Salute del Mali).

Entrambi gli studi condotti in Africa coinvolgeranno 40 volontari.

In GSK si dichiarano speranzosi di «concludere la prima fase della sperimentazione entro la fine del 2014».

Oggi le parole con cui Riccardo cortese, fondatore e attuale Chief Executive di Okairos, dichiarò al momento della fusione suonano quasi profetiche: «Sono profondamente soddisfatto di questo accodo che consentirà a GSK di portare a termine il grande lavoro di sviluppo che abbiamo costruito in questi anni. Con la sua tecnologia e know how, ritengo che GSK sia la miglior società in cui massimizzare questa opportunità di cambiare radicalmente il panorama dei vaccini».