Farmaci dispensati senza ricetta: protestano Mnlf e parafarmacisti

Redazione DottNet | 01/09/2014 15:32

Farmaci dispensati senza ricette. Contro quella che è ormai diventata un'abitudine scendono in campo i Movimento Liberi Farmacisti e la Confederazione unitaria delle libere Parafarmacie.

 

Una semplice richiesta al banco e il farmaco è pronto per la vendita. Senza ricetta. Una consuetudine ormai diffusa in tutto il territorio e che, secondo il Movimento nazionale dei liberi farmacisti e la Confederazione unitaria delle libere parafarmacie, riguarda in particolare ansiolitici, antidepressivi e antibiotici.

"Questi comportamenti non sono tollerabili”, sbottano i rappresentanti delle due sigle che hanno in cantiere una campagna di moralizzazione della professione in caso di silenzio da parte delle istituzioni sanitarie. Nel frattempo si comincia a lavorare su un dossier da inviare al ministero della Salute, agli organi di controllo delle Usl e agli ordini professionali, con tutte le segnalazioni dei cittadini e del personale relative alla consegna di farmaci senza ricetta.


"Dobbiamo far capire ai cittadini – dice Vincenzo Devito, presidente del Mnlf –che chi consegna farmaci senza la dovuta prescrizione medica non fa un favore, ma al contrario mette a repentaglio la sua salute”. Per questo scopo sono stati già realizzati volantini e vetrofanie che sono a disposizione di chi intende aderire all'iniziativa. In realtà la consegna di farmaci senza ricetta medica è consentita solo nei casi di effettiva urgenza e con la registrazione di ogni atto, come previsto dal dm del 31 marzo 2008 . “A tutt'oggi né il Ministero né l'Aifa – spiegano ancora dalle organizzazioni – hanno mai comunicato il numero e i casi in cui tale pratica è stata messa in atto. Sarà nostra cura chiedere conto di quanto la legge prevede”. E se “il decreto del ministero della Salute che consente la consegna di farmaci senza la dovuta ricetta medica è stato un vero e proprio fallimento – concludono –molti collaboratori laureati sono spesso costretti ad adeguarsi a tali comportamenti, pena il licenziamento. Questa coercizione diretta o ambientale non può essere più permessa”.

 

 

Fonte: Mnlf, Culp

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato