Ricetta digitale in Veneto, nessun problema. La situazione in Italia

Redazione DottNet | 02/09/2014 19:16

Rivoluzione in Veneto per oltre 5000 tra medici, farmacisti e pediatri. Le circa 40 milioni di prescrizioni di farmaci annualmente emesse non sono più su carta rossa. E' entrata infatti in vigore la ricetta dematerializzata, con risparmi previsti per circa 3.500.000 euro. Poco cambia per l'utente, che arriverà in farmacia con il 'promemoria', un foglio bianco con il medicinale prescritto. Ma qual è la situazione nel resto d'Italia?

"Quasi tutte ormai stanno sperimentando anche se con risultati diversi- spiega Daniele D'Angelo, direttore di Promofarma, la società di Federfama che si occupa di sanità digitale. "Va meglio in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana. Nelle Marche in agosto ci sono stati rallentamenti, problemi anche in Molise, Campania, Puglia. Liguria e Sardegna sono partite da poco, in Abruzzo dove in agosto ci sono stati incontri informativi per i farmacisti. Ferme Lazio, Calabria e Bolzano. A regime Sicilia, Val D'Aosta, Basilicata e Trento". 

Nessun problema in Veneto nel primo giorno di entrata in vigore nella sanità della ricetta dematerializzata, che manda in pensione la vecchia 'ricetta rossa'. "Tanto tuonò che non piovve; e non è una polemica, ma un motivo di soddisfazione per il buon esito complessivo del primo giorno di un'innovazione epocale, come la scomparsa della ricetta rossa per le prescrizioni farmaceutiche e l'informatizzazione del procedimento" afferma l'assessore alla sanità Luca Coletto. "Abbiamo buoni riscontri pressoché da tutto il territorio - aggiunge - e, dove sono emersi o emergeranno problemi ci attiveremo per risolverli".

"Tutte le innovazioni - prosegue Coletto - implicano dei cambiamenti nei modelli organizzativi e nelle modalità di lavoro dei protagonisti, per cui sono grato ai medici di base e ai farmacisti per il notevole sforzo che hanno fatto e stanno facendo. Sono grato anche a chi ci segnalerà intoppi o malfunzionamenti, sui quali siamo assolutamente pronti a intervenire se solo possibile". "Qualche timore e lamentela dei giorni scorsi - afferma - hanno avuto un po' il sapore della resistenza preconcetta al cambiamento; anche questi atteggiamenti erano messi in preventivo, ma sono delle eccezioni. La regola è che tutti hanno contribuito a questa innovazione e che l'avvio è stato positivo". "Innovazioni come questa - conclude Coletto - di fatto abbattono burocrazia e relativi costi. Nel caso della ricetta rossa 3.244.901 euro l'anno rimarranno nelle tasche dei veneti o potranno essere usati per le cure e in prospettiva il cittadino non dovrà più recarsi nemmeno fisicamente dal medico, se non per una visita, perché le prescrizioni ripetute potranno viaggiare via mail, e alla fine al cittadino basterà presentarsi in farmacia con la tessera personale".

Per il sistema cambia tutto, visto che il medico di medicina generale inserirà i dati del farmaco nel sistema informatizzato, dove verranno verificati dal farmacista. In Veneto era già partita la sperimentazione - ricorda Claudio Saccavini, direttore tecnico di Arsenal.it, il consorzio per la digitalizazione del sistema sanitario regionale - e da maggio i medici inserivano nel sistema le ricette elettroniche, ma quella rossa era mantenuta, per sicurezza. Da oggi è sostituita dal promemoria. Quando il processo di informatizzazione della sanità sarà completato, sparirà anche questo, sostituito dal Fascicolo sanitario elettronico del paziente".

Anche in Friuli si è partiti ufficialmente con la dematerializzata ma, in questo caso, i cittadini non hanno avvertito cambiamenti. "Dal primo settembre i 250 medici individuati dal progetto avevano l'obbligo di passare alla dematerializzata, ma i tempi sono stati anticipati già nei mesi scorsi. E gli altri hanno tempo fino a ottobre per adeguarsi", spiega Francesco Innocente presidente di Federfarma Pordenone. In generale ritardo sulla tabella di marcia, le Regioni si muovono in ordine sparso.