Ebola, minaccia globale. E il mondo è in allarme. Massimo impegno

Infettivologia | Redazione DottNet | 03/09/2014 20:54

L'epidemia di Ebola è ormai una ''minaccia globale'' e il mondo ''sta perdendo la battaglia contro il virus''.

 

A rilanciare l'allarme per il diffondersi inarrestabile del virus in Africa occidentale sono state oggi Onu, Oms e Medici senza frontiere, mentre la Fao ha avvertito che sono a rischio anche i raccolti dei Paesi colpiti, con forti timori per la sicurezza alimentare delle popolazioni di queste aree. Intanto, cresce il bilancio delle vittime, con la conferma di 31 morti anche nella Repubblica democratica del Congo. 

ALLARME ONU E FAO: la mancanza di manodopera, l'interruzione del commercio transfrontaliero e le penurie dovute all'epidemia nei Paesi dell'Africa occidentale suscitano ''forti inquietudini sulla sicurezza alimentare'' nei Paesi maggiormente colpiti, hanno affermato oggi le Nazioni Unite. Il vice segretario generale dell'Onu, Jan Eliasson, parlando al Palazzo di Vetro, ha inoltre avvertito che le Nazioni Unite hanno bisogno di denaro, medici, infermieri, laboratori e dispositivi di protezione. Sempre oggi, anche la Fao ha lanciato un ''allarme speciale'', avvertendo che l'epidemia di Ebola ''mette a rischio i raccolti e fa balzare i prezzi alimentari''. La stagione del raccolto per due delle principali colture - riso e mais - è alle porte. La ''mancanza di manodopera nelle aziende agricole a causa delle restrizioni - avverte la Fao - avrà un grave impatto sulla produzione. Allo stesso modo, la produzione di colture commerciali come l'olio di palma, il cacao e la gomma, da cui dipendono le condizioni di vita e il potere d'acquisto alimentare di molte famiglie, potrà essere compromessa''.

MSF, MONDO STA PERDENDO BATTAGLIA CONTRO VIRUS: ''In sei mesi della peggiore epidemia d'Ebola della storia, il mondo sta perdendo la battaglia per contenerla. I governanti non arrivano a bloccare questa minaccia transnazionale'', ha affermato all'Onu il presidente di Medici senza frontiere (Msf), Jeanne Liu, sottolineando che ''gli Stati si sono in generale accontentati di fare una colazione mondiale dell'inazione''.

31 MORTI IN CONGO MA EPIDEMIA È CIRCOSCRITTA: cresce intanto il bilancio della 'fiammata' dell'epidemia che ha colpito anche la Repubblica democratica del Congo, aumentato a 31 morti. L'epidemia resta però circoscritta e non c'è ''alcun collegamento'' tra le epidemie di Ebola in Africa occidentale e in Congo, afferma l'Oms: ''Questi risultati - sottolinea - sono rassicuranti dal momento che escludono la possibilità che il virus si sia diffuso dall'Africa occidentale a quella centrale''. Peggiora la situazione in Liberia: gli infermieri del più grande ospedale sono in sciopero da ieri per chiedere migliori attrezzature e stipendi più alti. E sempre in Liberia, un uomo a cui è stata diagnosticata Ebola, e in quarantena, è fuggito da un ospedale a Monrovia, causando il panico tra la popolazione locale. Un'ambulanza ha riportato l'uomo in ospedale. Il virus ha fatto ad oggi 1.552 morti su 3.069 casi. 

TEST RAPIDO DAL GIAPPONE E INIZIANO TEST SU UOMO PER VACCINO: un nuovo metodo che può rivelare la presenza del virus in appena 30 minuti è stato messo a punto dall'università di Nagasaki, che ora sta cercando partner industriali. Intanto, oltre 150 esperti si riuniranno giovedi' e venerdi' a Ginevra per fare il punto sui trattamenti sperimentali contro Ebola. E prende il via questa settimana, al National Institutes of Health statunitense, il primo test sull'uomo del vaccino sperimentale contro Ebola sviluppato dall'azienda farmaceutica GlaxoSmithKline.

OBAMA: ''Fermare virus non e' facile, ma sappiamo come farlo'': lo assicura il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e ripete lo stesso concetto anche l'Oms a fronte di una mobilitazione globale che si amplifica e che vede l'allargamento del fronte con un nuovo focolaio in Congo. L'epidemia ha fatto oltre 1900 morti su un totale di 3.500 casi. "Il primo passo nella lotta per bloccare l'Ebola e' conoscere i fatti": con queste parole, in un video pubblicato sul sito della Casa Bianca, il presidente Barack Obama si e' rivolto alla gente dell'Africa occidentale.

L'obiettivo e' quello di una 'road-map' per mettere sotto controllo il diffondersi dell'epidemia di Ebola nell'Africa Occidentale nel giro di pochi mesi, sotto una parola d'ordine. L'indicazione e' di triplicare e persino quadruplicare la risposta all'emergenza da condurre tramite azioni coordinate globali, cosi' come ha indicato l'Organizzazione Mondiale della Sanita' insieme alle Nazioni Unite e con la collaborazione di vari Paesi, primo fra questi proprio gli Stati Uniti. Secondo la 'road map', l'obiettivo per i Paesi colpiti intensamente dall'epidemia - Guinea, Liberia, Sierra Leone - e' invertire la tendenza ai contagi nel giro di 3 mesi e bloccare del tutto le trasmissioni del virus in 6-9 mesi. L'Occidente per ora resta salvo ma le parole che rimbalzano dall'altra parte dell'oceano tengono alto l'allarme. "L'epidemia di Ebola e' la piu' vasta e la piu' grave mai vista negli ultimi 40 anni. E' una minaccia globale che richiede risposta globale e coordinata", ha detto Margaret Chan, direttore generale dell'OMS. "Non possiamo perdere un solo giorno, l'epidemia di Ebola va piu' veloce di noi. Ma abbiamo un piano in 12 punti per sconfiggerla", ha aggiunto David Nabarro, coordinatore delle Nazioni Unite.

"Nel nostro paese la situazione è sotto controllo. Siamo stati tra i primi ad attivare il sistema di allerta e le procedure di sicurezza sono attive nei porti e negli aeroporti", ha assicurato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. "La situazione in Africa è drammatica anche a causa della mancanza assoluta delle più elementari misure d'igiene pubblica - ha specificato il Ministro - e l'Oms deve intervenire al più presto. Ma il nostro Paese non corre più pericoli di altri paesi europei. Il ministro ha rassicurato anche in merito ai rischi derivanti dagli sbarchi di profughi. "Dall'operazione Mare Nostrum - ha detto - non ci sono rischi e pericoli. I nostri protocolli di sicurezza sono all'avanguardia e sono stati predisposti tutta una serie di controlli sanitari già in mare a bordo delle navi con medici del Ssn". L'emergenza Ebola sarà anche tema dell'agenda Ue quando il prossimo 22 settembre vi sarà la riunione dei ministri della salute europei.

E' stato intanto dimesso dal Royal Free Hospital di Londra il primo paziente britannico colpito da Ebola dopo che è guarito completamente dal virus. Will Pooley, che lavorava come infermiere volontario in Sierra Leone, ha detto in una conferenza stampa di aver temuto di morire e di essere stato molto fortunato a superare la malattia. E in Italia si e' registrato un falso allarme dopo i controlli fatti su due pazienti stranieri, ai quali e' pero' stata diagnosticata la malaria all'azienda ospedaliera di Padova da dove fanno sapere che al momento "non risultano pazienti con diagnosi confermata di virus Ebola". 

 

Fonte: ansa

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