Consorzio farmacisti riuniti: 10 anni di successi. Parla Innocente

Redazione DottNet | 03/09/2014 18:31

Il Consorzio farmacisti riuniti festeggia i dieci anni di attività. Un arco di tempo costellato di successi e di tante idee andate in porto, tra cui l’iniziativa che ha messo a disposizione 5.000 borse contenenti prodotti per la cura e l’igiene di mamma e bimbo. Il “Progetto Baby Bag in Farmacia”, sarà attivato dal prossimo 8 settembre su oltre 150 farmacie delle provincie di Gorizia, Pordenone, Treviso, Trieste, Udine e Venezia.

 

“La nostra forza è l'aggregazione che ci consente di collaborare attivamente tra noi”. Francesco Innocente, presidente del Consorzio farmacisti riuniti che si appresta a festeggiare i dieci anni di attività, non ha dubbi sull'importanza per i farmacisti di unirsi e confrontarsi per migliorare il servizio e accrescere le proprie competenze. Il network, nato nel 2004 con appena 17 soci (oggi ne conta oltre 170 tra Friuli e Veneto) fu creato dal collega Umberto Zardo a Pordenone con l'obiettivo di “mettere in relazione le diverse farmacie del territorio in modo da rafforzare l’aggregazione e migliorare la comunicazione all’interno del settore e verso il cliente finale offrendo ai consorziati opportunità commerciali,servizi innovativi e di qualità”.

Dottor Innocente, dieci anni di attività non sono pochi. 

Sono stati dieci anni intensi ma ricchi di soddisfazioni e risultati, durante i quali abbiamo costruito una rete di rapporti tra colleghi basata sulla reciproca fiducia e stima. Prima si guardava il collega vicino come un concorrente, quasi un nemico. Oggi siamo uniti per affrontare sfide, non solo commerciali, che si stanno facendo sempre più impegnative.

Un'ottica di crescita, dunque. Ma il futuro sembra tingersi di grigio per il settore.

La crisi c'è è innegabile e riguarda tutti. Il Consorzio è accanto ai farmacisti per sostenerli, sondare strade nuove e sperimentare percorsi che da soli non è possibile intraprendere, magari perché non c’è la preparazione o la solidità economica per lanciarsi in nuove avventure. Il nostro scopo è appunto quello di affiancare i consorziati e offrire loro il know how per modernizzarsi, dalla certificazione di qualità, all’offerta di servizi, fino al marketing. Il futuro, sono convinto, si affronta così.

Si riferisce alla farmacia dei servizi?

In parte anche a quella, ma non solo. Stiamo costruendo una rete di scambi informativi, un grande network collegato al Consorzio che ci consente di essere collegati in tempo reale e di avere un riferimento costante e affidabile.

Un contesto in cui la comunicazione assume, quindi, un ruolo rilevante.

Senza dubbio. Noi puntiamo molto sulla comunicazione: ci affidiamo ai sistemi più evoluti, come una rete informatica interna con tutte le informazioni che ci occorrono. Ci serviamo delle newsletter e dei bollettini, anche cartacei, per diffondere all'esterno le nostre iniziative. 

La rete vi consente anche di ottenere vantaggi commerciali rispetto a non consorziati?

Abbiamo una nostra piattaforma logistica che ci consente di mettere a disposizione di tutti i consorziati (realtà grandi e piccole) importanti opportunità commerciali. Insieme e con la forte coesione che ci contraddistingue, riusciamo a strappare prezzi migliori in quasi tutti i campi senza però caricarci i magazzini di stoccaggi. Ciò ci ha consentito di proporre anche una gamma di prodotti a nostro marchio, in particolare per la cosmesi. 

Ciò vi consente di affrontare anche il problema delle carenze?

Vorremmo, ma è un problema molto più grande di noi che riguarda la categoria per intero. E’ principalmente un problema di normativa, che non riesce a conciliare le legittime aspirazioni commerciali delle aziende farmaceutiche, con le ancor più legittime e cogenti necessità di salute. Penso che solo la politica possa o..debba risolvere la questione.

Il farmacista ha un collega che per molti è considerato di serie B, il parafarmacista. É una battaglia continua, con strascichi anche giudiziari. Qual è la sua opinione?

E' un problema che comprendo, anche loro sono farmacisti come noi. Hanno in parte le loro ragioni, ma la responsabilità è di chi ha varato una norma, in un momento particolare e sull’onda di un improvvisato liberismo, senza valutare quali sarebbero stati gli effetti. Il mondo della farmacia vive su equilibri che col tempo sono diventati delicati e instabili, e per molti il futuro non appare certo in discesa. Il valore della pianta organica, ribadito ormai da sentenze a tutti i livelli, è garanzia di qualità e omogeneità del servizio farmaceutico. La politica deve rendersi conto che la scelta è tra questo tipo di servizio appunto o la deregulation stile Grecia.

E tra poco, con il concorso farmacie, se ne apriranno anche altre.

Sarà un'altra spallata ad un sistema ormai precario. Sì, è vero, ne apriranno tante, che probabilmente in molti casi andranno a rompere il delicatissimo equilibrio che permette di sostenere certe piccole realtà, quindi, molte altre potrebbero chiudere. Come le dicevo non è più un momento di crescita, anzi. 

Dai primi di settembre in Friuli e nel Veneto è partita la ricetta telematica. Un primo bilancio?

 

L'esperimento è andato bene, tutto sommato. Meglio probabilmente per il Friuli che nelle prime fasi ha scelto, con lungimiranza, un gruppo di 250 medici volontari disposti ad avviare il progetto. Ciò ha consentito di partire con persone motivate e tecnologicamente pronte.  Il Veneto invece ha avviato tutti i medici contemporaneamente, creando forse qualche problema in più, soprattutto di “approccio tecnologico”.

 

La ricetta digitale presuppone un buon rapporto con i medici di medicina generale.

 

Il rapporto è buono, ma può e deve ancora migliorare. Il dialogo tra le parti è continuo e frequente per demolire quel muro fatto soprattutto d'incomprensioni che c'era in passato. Il medico non deve temere la concorrenza della farmacia dei servizi: nessuno vuole invadere campi e usurpare ruoli che non appartengono alla categoria.  La farmacia sta cambiando evolvendosi e con essa anche il rapporto tra medico, paziente e appunto il farmacista che rappresenterà, ne sono certo sempre di più, un presidio sanitario qualificato costante e insostituibile sul territorio.

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