Testa (Snami): per la Convenzione occorrerà attendere il 2016

Redazione DottNet | 03/09/2014 19:50

Tempi lunghi per la convenzione. Lo afferma Angelo Testa, presidente dello Snami. Che traccia anche la tabella di marcia delle prossime scadenze.

 

“La Convenzione è più probabile si firmi a inizio 2016 che a gennaio 2015”, afferma  Angelo Testa presidente del sindacato Snami. “Sul fronte convenzione le premesse non sono positive; già l’11/9 i sindacati sono convocati dall’Agenzia Sisac, tutti insieme settore per settore; Snami (come Fimmg) aveva chiesto un tavolo separato per non disperdere idee importanti e rappresentative, ma non è stato possibile. Inoltre nelle riunioni non è previsto un ordine del giorno, si rischia di non avere le competenze giuste ai tavoli”. “In compenso la legge Balduzzi – commenta Testa - ci chiede di entrare, senza incentivi, in gruppi non scelti da noi. Per Snami è un passo nel buio: il medico potrà a seconda dei casi trovarsi motivato o demotivato dalla convivenza forzata. Parleremo di queste cose il 18 e 19/9 agli stati generali Snami da cui uscirà la nostra piattaforma dettagliata”.
 

Ma non è tutto: “la tabella di marcia del Patto Salute firmato a luglio – continua Testa - prevede che già questo mese il governo dia nuovi poteri all'Agenzia del Farmaco-Aifa e all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali-Agenas, protagoniste dei tavoli principali dell’intesa governo-regioni”. Testa continua aggiungendo che a ottobre sarà disegnata la legge delega per valorizzare il personale Ssn e usciranno le linee guida per autorizzare l’assistenza fruita dai pazienti italiani in altri paesi Ue in base alla direttiva 24/2011.
 

Entro novembre un tavolo ad hoc dovrebbe rivedere ticket e criteri per le esenzioni pur mantenendo il gettito di 3 miliardi di euro oggi introitato dal Ssn – incalza Testa -. Entro dicembre si rivedranno le prestazioni ricomprese nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) mentre arriveranno i nuovi standard organizzativi ospedalieri”. Infine sulla Rc medica Testa conclude: “Ferma restando la convenienza dei medici ad assicurarsi, bene avrebbe fatto il senatore Bianco, presidente Fnomceo, a mettere in discussione l’obbligo, o magari a convocare le compagnie per chiedere un ribasso dei premi per i mmg, che fanno spender poco la sanità. L’occasione è stata persa, e temo che i premi lieviteranno pure per noi. Vorrà dire che, a fronte di costi più alti, anche le richieste dei medici di famiglia si alzeranno”.


 

Fonte: Snami