Eterologa, ecco come funzionerà

Ginecologia | Redazione DottNet | 05/09/2014 12:04

Dal colore della pelle del nato ai paletti per l'età di coppie e donatori, alla previsione della pratica nei Lea. Questi i punti principali delle Linee guida sulla fecondazione eterologa approvate oggi dalla Conferenza delle Regioni:

 - LEA: la Conferenza delle Regioni ha sottolineato l'urgente necessità dell'inserimento nei Livelli essenziali di assistenza delle tecniche di fecondazione assistita omologa e eterologa.

- GRATUITA': non potrà esistere una retribuzione economica per i donatori, né potrà essere richiesto alla ricevente contributo alcuno per i gameti ricevuti. Non si escludono forme di incentivazione alla donazione di cellule riproduttive in analogia con quanto previsto per donazione di altre cellule.

- CENTRI: solo i centri Procreazione medicalmente assistita conformi alle normative regionali in materia di autorizzazione e accreditamento risultano idonei ad effettuare l'eterologa.

- COPPIE: l'eterologa è eseguibile unicamente qualora sia accertata e certificata una patologia causa irreversibile di sterilità o infertilità. Possono far ricorso all'eterologa coniugi o conviventi di sesso diverso, maggiorenni, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.

- ETA': può ricorrere alla tecnica la donna "in età potenzialmente fertile" e comunque in buona salute per affrontare una gravidanza. Su suggerimento delle Società Scientifiche, si sconsiglia comunque la pratica eterologa su donne over-50 per l'alta incidenza di complicanze ostetriche. La donazione di gameti è consentita agli uomini di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40, e alle donne di età non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni. Per quanto riguarda i criteri di accesso a carico del SSN, si prevede il limite di 43 anni per la donna ricevente.

- DONATRICI: la donazione degli ovociti richiede stimolazione ovarica con monitoraggio e recupero degli ovociti. Comporta quindi, a differenza della donazione di gameti maschili, considerevoli disagio e rischi per la donatrice. Sono candidabili come donatrici: donne che in modo spontaneo e altruistico decidono di donare i propri gameti e non si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta (avvertite preventivamente dei rischi); donne che si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta; donne che hanno congelato gameti in passato e non volendo utilizzarli decidono di donarli.

- COLORE PELLE: non è possibile per i pazienti scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore, al fine di evitare illegittime selezioni eugenetiche. In considerazione del fatto che l'eterologa si pone per la coppia come un progetto riproduttivo di genitorialità, il Centro deve ragionevolmente assicurare la compatibilità delle principali caratteristiche fenotipiche del donatore (come il colore della pelle) con quelle della coppia ricevente.

- ANONIMATO: è garantito. I dati clinici del donatore potranno essere resi noti al personale sanitario solo in casi straordinari, per eventuali problemi medici della prole, ma in nessun caso alla coppia ricevente.

- NUMERO DONAZIONI: le cellule riproduttive di un medesimo donatore non potranno determinare più di 10 nascite. Tale limite può essere derogato nei casi in cui una coppia, che abbia già avuto un figlio tramite eterologa, intenda sottoporsi nuovamente a tale pratica utilizzando le cellule del medesimo donatore.

- ARCHIVIO: nelle more dell'istituzione di un archivio o Registro centralizzato delle donazioni di gameti, che consenta di rilevare eventuali plurime donazioni dello stesso donatore in diverse sedi e di tenere sotto controllo il numero delle nascite ottenute, in modo che non superi quanto consentito, ed in attesa della normativa comunitaria prevista per il 2015, in via transitoria è previsto che il donatore deve mettere a disposizione di un solo centro i propri gameti.

 

fonte: ansa

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