A Napoli un master sul tema della medicina difensiva

Redazione DottNet | 09/09/2014 12:11

Al via a Napoli un master organizzato dal Dipartimento della donna, del bambino e di chirurgia generale e specialistica diretto dal professore Nicola Colacurci. Il tema è dei più attuali, soprattutto in ambito ginecologico: la medicina difensiva in un ambito, quello ostetrico-ginecologico, che pone un interrogativo “è una necessità nell'attuale realtà legislativa e assicurativa?”.

Professor Colacurci, lei è il direttore scientifico del Master e direttore della divisione di ostetricia e ginecologia della Seconda Università. L'argomento è di grande importanza per gli specialisti del settore. Chi contribuirà al master?

Siamo riusciti a mettere dietro lo stesso tavolo specialisti in ostetricia e ginecologia universitari e ospedalieri. Infatti a questo primo appuntamento parteciperà anche il professore Antonio Chiantera, nome prestigioso della ginecologia campana e segretario generale dell'Aogoi (associazione che riunisce ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani). Ginecologi universitari e ospedalieri sono impegnati sullo stesso fronte per dare il via a un dibattito che coinvolge in prima persona i rappresentanti della classe medica. All’appuntamento per la presentazione del master (Aula conferenza della Scuola di Medicina, via Costantinopoli 104 – giovedì 11, ore nove) sarà presente il professore Izzo, direttore della scuola di specializzazione in ginecologia e ostetricia della Seconda Università. Inoltre illustrerà questa delicata problematica la professoressa Aurilio, psicologa-psicoterapeuta della Sun, il docente di tossicologia forense della Sun, Borriello; il professore Claudio Buccelli direttore del dipartimento di Medicina Legale della Federico II docente con una lunghissima e qualificata esperienza nel campo della medicina legale e con una conoscenza dettagliata di tutte le problematiche legate ai contenziosi medico-legali che coinvolgono la categoria. Al suo intervento seguiranno quelli del collega Crisci dell'Università di Salerno.

E il paziente che ruolo ha?

Succede che il vero protagonista dell'assistenza diventa spesso un assistito astratto, protagonista di una medicina che quasi automaticamente si trasforma in medicina «difensiva». Il lavoro del ginecologo si trasforma sempre più spesso in prescrizioni di indagini inutili, ripetute nel tempo, e in ambito terapeutico determina scelte inappropriate sia nei tempi che nelle modalità operative.

Al master ci saranno anche avvocati, assicuratori, magistrati?

Certamente. Non si poteva trascurare la presenza di un broker assicurativo della Sigo, il dottor Bonopane, così come l'avvocatessa civile Maria Arcella illustrerà i problemi legali insieme con colleghi illustri come il professore Chieffi docente di diritto pubblico nella Sun ed ex preside della Facoltà di Giurisprudenza del nostro Ateneo. Il professore Chieffi  svilupperà insieme con il collega Manacorda, apprezzato docente di diritto penale della Seconda Università, una serie di problematiche sulle quali titolati rappresentanti della categoria legale si confronteranno con il magistrato Lucio Giordano e con un’autorità nel campo delle indagini giudiziarie: il Procuratore Giovandomenico Lepore che fino a pochi mesi fa ha diretto la Procura della Repubblica di Napoli. In un fronte così ampio e importante non potevano essere trascurati gli aspetti legali del problema e se ne occuperà il senatore Romano.

Come stanno reagendo i medici all'incremento dei contenziosi?

La proliferazione dei contenziosi medico-legali in ambito ostetrico-ginecologico e la ridotta tutela legale stanno determinando, nella classe medica e ostetrica atteggiamenti improntati alla tutela del proprio operato che ha trovato nelle associazioni di categoria risposte forti come una giornata di sciopero che nei mesi scorsi ha bloccato quasi tutte le sale parto delle strutture sanitarie italiane.

Con quali conseguenze?

Le conseguenze di questo rischio incalzante e nella maggioranza dei casi improduttivo di risultati sta rivelandosi particolarmente pericoloso per le pazienti che in ambito ginecologico e ostetrico si confrontano con specialisti che propendono sempre più spesso per un’assistenza rivolta alla tutela e difesa del proprio operato  e non all’interesse esclusivo del benessere del malato.