Fimmg: ancora richiesti certificati sportivi che non esistono più

Medicina Generale | Redazione DottNet | 09/09/2014 13:56

All'apertura delle scuole torna il problema certificati medici per le attività sportive. Su Panorama abbiamo chiarito molti dubbi, grazie anche all'intervento del Ministero. Vediamo adesso che cosa accadde con i medici di famiglia

 

(clicca qui per leggere il documento del ministero della Salute) La spesa per i certificati va dai 30 ai 50 euro ma che non avrebbe dovuto più pesare sulle tasche degli italiani nelle intenzioni del legislatore. “I pazienti però ancora ci domandano un documento che praticamente non esiste”, spiega Silvestro Scotti, vicesegretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg).

Il certificato medico, infatti, è obbligatorio solo (escludendo lo sport professionistico) per l’attività sportiva non agonistica, ovvero chi partecipa alle gare organizzate dagli organi scolastici come attività parascolastiche e dal Coni. “Nel caso delle palestre associate con il Coni il certificato è previsto – continua Scotti – ma negli altri casi no. Eppure le richieste continuano.

Molto probabilmente questo avviene perché i gestori pensano di tutelarsi rispetto alle coperture assicurative. Ma in realtà è una cosa doppiamente inutile: sia perché non è un obbligo sia perché non tutela da nulla, visto che per noi non è possibile certificare la compatibilità del paziente con attività fisiche libere o comunque stabilite dall’istruttore di cui non possiamo conoscere il carico reale ” .

I medici, teoricamente, possono produrre un certificato per l’attività agonistica o per attività non agonistica. “Dobbiamo ‘inventarci’ quello per la palestra, anche perché senza questo documento diverse strutture rifiutano l’iscrizione. Allora torniamo alla ‘sana e robusta costituzione’, che non certifica niente rispetto all’attività che si è scelto di fare ma che che viene accettato perché, come mi ha riferito un mio paziente, iscritto ad una famosa palestra in franchising, per il gestore ‘basta che ci sia un pezzo di carta firmato dal medico’!”, conclude Scotti.

 

fonte: adn

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