Stop alle malattie cardiache con il microRna

Cardiologia | Redazione DottNet | 01/12/2008 20:21

Fermare le malattie cardiache e farne regredire gli effetti: un sogno ora non più così lontano. Alcuni ricercatori tedeschi e statunitensi sono infatti riusciti a farlo, sui topi, grazie ad una particolare terapia che agisce su pezzetti di materiale genetico, i microRna, presenti nelle cellule cardiache.

 A segnalarlo è la rivista 'Nature'. L'importanza dei microRna per le malattie cardiache era già stata intuita da tempo, in virtù della loro capacità di regolare l'attività dei nostri geni. Gli scienziati però, per cercare di capire quali sono quelli più efficaci, hanno scelto di focalizzarsi su un particolare tipo chiamato microRna21 e sul suo ruolo in alcune cellule cardiache, i fibroblasti, che aiutano a produrre le strutture dell'organo e giocano un ruolo critico nella cicatrizzazione che impedisce al cuore di lavorare come dovrebbe nelle malattie cardiache. Un processo ritenuto finora irreversibile. I ricercatori hanno scoperto che le cellule di un cuore malato contengono livelli più alti del microRna21, e sono collegate a un segnale chimico-metabolico che porta al tessuto danneggiato. Nei topi si sono serviti di un composto chimico che blocca il microRna21, scoprendo così che non solo questo segnale metabolico si interrompeva, ma che le funzioni cardiache degli animali miglioravano. ''Ciò apre la strada ad un nuovo tipo di terapia - dicono gli studiosi - che contiamo di sperimentare sull'uomo nel giro di pochi anni''.

 

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