Lorenzin, nessun taglio al Fondo. Renzi, basta sprechi dalle Regioni

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 12/09/2014 14:34

"Al momento no", non è previsto un taglio di tre miliardi al fondo sanitario. Lo ha detto a Bari il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, aggiungendo che "quello che mi è stato chiesto è il taglio del tre per cento sulle spese del ministero e lo stiamo predisponendo". "Sul fondo sanitario - ha aggiunto – ma secondo me, c'è un allarme eccessivo rispetto alle prospettive".

 

Tagli al Ministero ma non al Fondo, dunque. E sull'argomento incalza con un tweet il premieer Renzi: "Revisione della spesa non significa tagliare la sanità. Ma le regioni prima di fare proclami inizino a spendere bene i soldi che hanno".

 

"Credo che dall'attuazione del Patto per la salute ci possono essere molti risparmi già dal prossimo anno. E lavorerei più su quello se mi dovessi dare un suggerimento metodologico", commenta Beatrice Lorenzin. "Comunque - ha aggiunto - adesso procediamo per step, perché è inutile creare allarmismi prima del tempo. Lavoriamo portando il Piano al ministro Padoan e al presidente Renzi. Dopodiché se ci sarà da affrontare altro lo affronteremo. Eviterei di fare allarmismi. Non ci sono proprio i motivi"

 

"Dobbiamo lavorare in modo forte sulla lotta agli sprechi, per questo – aggiunge il ministro - è stato fatto il Patto della salute, in cui è prevista la centrale unica di acquisti, in cui sono previsti i costi standard già in atto nel nostro paese, in cui abbiamo previsto un nuovo sistema di benchmark anche per l'acquisto di nuovi dispositivi medici e dei farmaci, in cui c'è tutta la parte della digitalizzazione sanitaria, quindi di controllo e monitoraggio, in cui c'è la cabina di monitoraggio del Patto che dev'essere implementata". Quanto ai tempi per dare risposte concrete e rassicurare le Regioni, Lorenzin conferma: "Anche il ministro della Salute va rassicurato. Sappiamo che questi sono i giorni in cui stiamo discutendo delle misure previste all'interno dei nostri ministeri".

 

"E' positiva la rassicurazione che arriva di Renzi sulla non coincidenza fra revisione della spesa e tagli in sanità". Così il Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino commenta il tweet del Premier. "Massima collaborazione con il Governo, la stessa che ci ha portato a sottoscrivere il patto per la salute che peraltro è anche un documento di spending review e razionalizzazione della spesa. Del resto come certificato dalla Corte dei conti proprio il patto per la salute ha consentito in questi anni di tenere sotto controllo la spesa sanitaria".

 

"Tagli alla spesa pubblica già ne sono stati fatti negli scorsi anni. Dobbiamo continuare su questa strada e sono fiducioso che avremo successo", spiega il commissario alla spending review Carlo Cottarelli "Dal 2009 al 2012 per lo Stato la spesa per interessi si è ridotta del 10% in termini nominali. La spesa dei Comuni è stata ridotta dell'8%, le Provincie hanno tagliato il 14%, le Regioni al netto della Sanità hanno tagliato il 16%, mentre la spesa sanitaria è rimasta costante". 

 

"Forse qualcuno non spende bene i soldi che ha a disposizione ma se fossi Renzi starei molto attento ai segnali che arrivano dal territorio e le Regioni sono il termometro del territorio verso le quali non puoi tradire la fiducia". Ad affermarlo oggi l'assessore veneto alla Sanità e coordinatore degli assessori regionali Luca Coletto che a meno di 24 ore dall'ipotesi di un nuovo taglio di 3 miliardi ai fondi della sanità non arretra di un metro dalle barricate sulle quali sono saliti i responsabili regionali del comparto. "Ci sentivamo forti - aggiunge Coletto - per aver raggiunto la certezza del vero Patto Nazionale per la Salute. Ora cosa raccontiamo ai veneti, ai calabresi, ai pugliesi, ai piemontesi e così via? Se si vuole cancellare il principio costituzionale della sanità universalistica si proceda pure, ma chi avallerà altri tagli si assumerà una responsabilità pesantissima verso ognuno dei cittadini assistiti. La programmazione ha bisogno di certezze, se mancano vanno riscritte le regole".

 

E' anche per questo che Coletto sta cercando di accorciare i tempi per la convocazione del vertice tra assessori già previsto, prima della scossa provocata dall'annuncio sui tagli, il 24 settembre. Probabilmente l'incontro sarà fissato già la prossima settimana nella sede della Regione Veneto a Roma. Coletto non getta la croce sulle spalle del ministro Lorenzin ('fino ad ora ha sempre difeso strenuamente il Fondo') ma piuttosto ritiene responsabile di questa correzione di rotta la situazione generale del Paese. "Gli 80 euro, il Pil che non cresce - dice Coletto - l'allarme disoccupazione tutto incide sulla necessità di recuperare soldi ma in una fase di crisi generale nella quale la sanità è un baluardo di tranquillità per la gente e anche un volano di posti di lavoro, saremmo di fronte - rileva Coletto - ad una vera e propria emergenza, che metterebbe in ginocchio sia le Regioni che hanno già risparmiato fino all'osso come il Veneto dove non rimarrebbe altro da fare che tagliare i servizi, sia quelle che hanno cominciato un cammino attraverso i Piani di Rientro dal deficit".

 

L'assessore veneto infine torna a sottolineare che il taglio di 3 miliardi "renderebbe carta straccia il pur recentissimo Patto a scrivere il quale le Regioni hanno collaborato unitariamente e costruttivamente con il Governo ottenendo garanzie importanti sulle disponibilità finanziarie concordate". Se tagli arriveranno, "oltre ad una ricaduta a pioggia su tutto e tutti di effetti collaterali pesanti" Coletto ritiene che nemmeno un euro può essere più sottratto all'assistenza sanitaria. "Sarebbe - afferma - una sostanziale disdetta degli accordi presi e il Patto della Salute andrebbe rivisto. Di fronte a blitz governativi come questo - conclude Coletto - sarebbe ben difficile tornare a ragionare in reciproca fiducia. Noi l'abbiamo data ma se sarà tradita così spudoratamente, la musica cambierà".

 

 

 

 

 

Fonte: ansa, adn

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