Assogenerici, l'equivalente può crescere ancora

Farmaci | Redazione DottNet | 16/09/2014 16:15

La spesa relativa ai farmaci generici nel 2013 è stata pari il 15% del totale (26,1 mld nel 2013) mentre le unità dispensate hanno rappresentato il 24%. Numeri però su cui per Assogenerici si può ancora migliorare per ottenere più risparmi da investire nell'innovazione.

 

"Il contributo al risparmio - ha spiegato Michele Uda, direttore generale Assogenerici in un convegno a Roma dal titolo 'I farmaci equivalenti per la sostenibilità del Ssr nel Lazio' - che possono dare generici e biosimilari, senza compromettere sicurezza, qualità ed efficacia, è ancora enorme. Non dimentichiamoci che solo l'anno scorso i cittadini italiani (soprattutto anziani) hanno sborsato 861 mln di euro di tasca propria per coprire la differenza tra i farmaci di marca e farmaci generici. C'è poi la partita sui biosimilari che è ancora tutta aperta".

 

Ma come fare per sviluppare il comparto? La ricetta emersa dal convegno è quella che vede come fondamentale il rafforzamento della sinergia tra istituzioni pubbliche, medici, farmacisti nell'informazione ai cittadini su farmaci che permettono di risparmiare risorse senza compromettere sicurezza, qualità ed efficacia. L'evento si è poi focalizzato sulla Regione Lazio dove la spesa per farmaci generici è al 13%, al di sotto della media nazionale fissata al 15% e dove nel 2013 i cittadini hanno speso 102,7 mln di euro per coprire la differenza tra farmaco generico e di marca.

 

"Il Lazio si trova purtroppo nella parte bassa della classifica nazionale e quindi come per altre Regioni ci sono ampi margini di miglioramento - ha affermato Cinzia Falasco Volpin, general manager di Mylan Italia -. L'Italia deve superare definitivamente il problema culturale che limita la diffusione del farmaco equivalente e fa spendere centinaia di milioni di euro agli italiani senza alcun beneficio di costo".

 

 

Fonte: assogenerici

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