Fitto, ridurre le indennità dei dirigenti sanitari

Medicina Generale | Redazione DottNet | 31/07/2008 17:24

Ridurre, anche solo del 10 per cento, le indennità che spettano a dirigenti sanitari e amministrativi delle Asl, ed evitare così di reintrodurre il ticket, a spese dei cittadini. E' l'ipotesi, avanzata dal ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, alle Regioni a proposito dei fondi, 834 milioni di euro, da reperire ed evitare quindi il ticket sanitario.

Una idea, non decisiva spiegano al ministero, ma che però vuole incidere in modo minimo su alcune voci di spesa che non intaccano i servizi ai cittadini e consentirebbero alle Regioni di recuperare le risorse per coprire il mancato introito del ticket. Una ipotesi apprezzata e condivisa dal ministero del tesoro, ma che trova la replica dal presidente delle Regioni, Errani:''no a soluzioni estemporanee e singolari. La soluzione è solo quella di rispettare il patto per la salute, che già prevede i trasferimenti alle Regioni. Diversamente significa mettere in discussione proprio il Patto''. ''Il Patto della Salute non è stato toccato in alcun modo. Da una prima previsione di un miliardo di euro di tagli, - spiega Fitto - il Governo, tra mille sforzi e sacrifici, è prima sceso a 250 milioni, poi è riuscito a scongiurare anche quelli, quindi il Fondo Sanitario Nazionale non viene ridotto neanche di un euro. Quanto all'ingiusto ticket da 10 euro sulle prestazioni specialistiche introdotto nel 2007 dal Governo Prodi e poi sospeso è una scelta che non abbiamo fatto noi e che non condividiamo. Troveremo comunque il modo di scongiurarne la reintroduzione. Nella prossima settimana - sottolinea Fitto - torneremo a sederci al Tavolo con le Regioni per trovare la soluzione''. ''Il patto per la salute - ribadisce Errani - contempla anche la garanzia per due miliardi aggiuntivi rispetto al fondo, frutto non di 'manovre delle regioni', ma di interventi del Governo sia sulla farmaceutica che sulla compartecipazione alla spesa(ticket). Ed è dunque il Governo che, come sancito dal Ministero dell'economia nel patto, 'deve svolgere azioni di contenimento della spesa - tra cui quella farmaceutica - di riorganizzazione dei dispositivi medici e di omogeneizzazione di forme di partecipazione alla spesa' per un effetto complessivo pari appunto a 2 miliardi euro'. Non può dunque convincere la strada di passare il cerino alle Regioni''. Da registrare l'intervento del direttore generale di Federsanità-Anci, Enzo Chilelli: ''non è un'operazione complicata risparmiare 834 milioni di euro nell'ambito della sanità, anzi, è assolutamente fattibile: basta lavorare sull'appropriatezza delle prestazioni, vale a dire sul grado di severità con le quali queste vengono autorizzate. La strada per ridurre i costi - spiega il dirigente di Federsanità - è quella del resto seguita da Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, che guarda caso non hanno problemi di deficit, e cioè mettere in condizione i dirigenti delle varie strutture di poter individuare e seguire obiettivi per calmierare i costi''.

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