Al via la produzione di cannabis. Racca: farmacie pronte

Farmaci | Redazione DottNet | 19/09/2014 16:02

La produzione nazionale di cannabis terapeutica presso lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze "abbatterà i costi in modo notevole per il Sistema Sanitario Nazionale". Lo ha spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine della presentazione del Protocollo d'intesa con il Ministero della Difesa per l'avvio della produzione nazionale di cannabis ad uso terapeutico.

 

"Per l'importazione di tale sostanza - precisa Lorenzin - oggi si spendono 15 euro al grammo; al contrario, producendo in Italia la sostanza ed il principio attivo, tale costo sarà molto inferiore alla metà rispetto al costo attuale". Attualmente, spiega, "il fabbisogno di cannabis terapeutica è stato calcolato in 80-100 chilogrammi l'anno di sostanza e l'importazione del principio attivo costa appunto 15 euro al grammo allo Stato. Con l'avvio della produzione in Italia, tale principio attivo entrerà nei livelli essenziali di assistenza e le regioni si accorderanno sui ticket". Dunque, prosegue il ministro, "lo scopo è quello di ridurre i costi: pensiamo di diventare autosufficienti in questo settore e questo porterà ad un abbattimento della spesa" oggi infatti, ha ricordato Lorenzin, "in alcune regioni si arriva a spendere fino a 900 euro al mese per paziente; l'obiettivo è arrivare a dimezzare la spesa".

 

In questo momento, sono nove le regioni italiane che prevedono l'erogazione di farmaci a base di cannabis terapeutica nell'ambito dei Lea, ed il costo per tali regioni è di 450 euro al mese per paziente. Tuttavia la produzione nazionale "non è assolutamente il primo passo per permettere l'autocoltivazione da parte dei malati", sottolinea Lorenzin "Io sono contraria – dice il ministro riferendosi all'ipotesi di autocoltivazione - a questo di provvedimenti che trovo abbastanza naif. Noi invece abbiamo inserito la produzione e coltivazione del principio attivo nell'ambito del ministero della Difesa. Dopodiché - ha chiarito - il principio attivo sarà distribuito nelle farmacie ed in quelle ospedaliere sotto una tracciabilità della sostanza, dalla produzione fino alla distribuzione al paziente, così come - ha concluso - avviene anche per le sostanze derivate dagli oppiacei".

 

Le farmacie sono pronte ad assicurare la disponibilità delle preparazioni con cannabis sulla base delle forniture che arriveranno dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Lo afferma la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, commentando la firma da parte dei ministri della Salute e della Difesa del protocollo di intesa che affida allo Stabilimento Chimico Farmaceutico militare la coltivazione della cannabis a fini terapeutici. ''Apprezziamo questa iniziativa - sottolinea Racca in una nota - che agevola l'accesso alle cure palliative a diverse categorie di malati gravi, proseguendo in un percorso nel quale sono fortemente impegnate anche le farmacie".



Le forniture alle farmacie del territorio ed ospedaliere, come ha ricordato il ministro Lorenzin, rileva Racca, ''cominceranno non appena le Regioni avranno definito le modalità distributive sulla base del protocollo terapeutico che un gruppo di lavoro tecnico consegnerà al Consiglio Superiore di Sanità entro ottobre''. In tempi di spending review, ''è positivo anche il fatto che la produzione effettuata dallo stabilimento militare di Firenze abbatterà in modo notevole i costi per il Sistema Sanitario Nazionale. Lodevole - conclude Racca - anche la volontà, espressa dai ministri Lorenzin e Pinotti, di affidare allo Stabilimento Militare pure la produzione di farmaci orfani destinati alle malattie rare".
 

Legale ma, di fatto, proibito alla stragrande maggioranza di chi ne avrebbe bisogno, l'utilizzo di farmaci cannabinoidi, con la firma del protocollo per la produzione da parte dell'Esercito, fa un grande passo avanti.

Tuttavia, il panorama della disponibilità di accesso a questi medicinali, in Italia, resta molto differenziato da regione a regione. L'erogazione, infatti, è consentita in tutto il Paese sin dal 2007, ma quelle che hanno introdotto provvedimenti specifici per garantirne la dispensazione gratuita sono solo undici: Friuli Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia.

Inoltre, "le normative regionali che disciplinano l'erogazione dei medicinali a base di cannabis a carico dei Servizi sanitari regionali", spiega Antonella Soldo, responsabile del settore per l'Associazione Luca Coscioni, "sono molto diversificate fra di loro". "In alcuni casi - chiarisce - recepiscono semplicemente quanto già stabilito dalla normativa nazionale. In altri prevedono anche la formazione del personale medico, come in Friuli. In altri casi ancora, come in Puglia, prevedono anche progetti per la coltivazione attraverso convenzioni con enti autorizzati".

 

L'utilizzo, a scopo palliativo o per altri fini terapeutici, della Cannabis, prosegue l'esperta, "è accessibile in realtà solo a meno di un centinaio di pazienti". A pesare, "oltre che il fatto che in mezza Italia i cittadini devono pagarli di tasca propria, è il complicato iter burocratico per farne richiesta, visto che, fino ad ora, questi farmaci venivano importati dall'estero. Paghiamo, infine - conclude - il prezzo della grande disinformazione degli operatori sanitari. Molti ancora sono totalmente all'oscuro delle possibilità di utilizzo terapeutico della marijuana".

 

Fonte: ministero della Salute

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