Vertice dei ministri: un fondo per garantire cure e farmaci innovativi

Farmaci | Redazione DottNet | 22/09/2014 20:26

Da una parte ci sono le aziende farmaceutiche, che hanno sviluppato un farmaco rivoluzionario contro l'epatite C. Dall'altra ci sono i pazienti, che premono per avere accesso a questi farmaci, nonostante le aziende abbiano fissato un prezzo giudicato troppo alto dalle istituzioni.

 Questo 'braccio di ferro' è stato uno dei temi principali dell'incontro informale tra i ministri della Salute europei, che si sono riuniti a Milano, da cui è emersa l'ipotesi (ancora da studiare) di un 'fondo speciale' per garantire l'accesso a queste cure. "Le associazioni - ha spiegato il ministro della salute italiano Beatrice Lorenzin - giustamente premono per avere accesso ai farmaci innovativi: stiamo parlando di 5 milioni di cittadini europei", tra i quali c'è una buona fetta di pazienti italiani.

Visti i costi molto alti della terapia innovativa, "quella di chiedere un fondo speciale è un'opzione sul tavolo - ha aggiunto - ma dovremo poi valutarla con il Ministero dell'Economia, perché parliamo di un piano che deve riuscire ad essere sostenibile per l'Italia e l'Europa, e andrà discusso anche coi Ministeri dell'Economia dell'Unione". In questo momento i pazienti italiani, ha aggiunto Lorenzin, "stanno ricevendo cure compassionevoli, e quindi le persone più gravi sono in trattamento. Ovviamente sono moltissime, dobbiamo quindi riuscire a fare una trattativa, che però è ferma in tutta Europa. Qui c'è un farmaco che permette di curare in quattro settimane una malattia per la quale ad oggi si muore, ma il prezzo che l'industria sta continuando a proporre è insostenibile. Nessuno dice che le aziende non debbano avere un ricavo, ma questo è stato già ampiamente raggiunto. Quindi bisogna trovare una via per poter remunerare gli investimenti, ma nello stesso tempo il sistema sanitario deve poter garantire l'accesso a queste cure, e farlo anche in tempo breve".

Secondo Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, "è giunto il momento di capire quanto costa oggi curare l'epatite dal punto di vista globale, e da qui ripartire per vedere quanto può far risparmiare l'impiego del nuovo farmaco. Capisco che è un momento economicamente difficile - ha concluso - ma può darsi che le risorse ci siano, e che siano proprio là dove andiamo a risparmiare. L'obiettivo primario è fare l'interesse dei pazienti con epatite C: si vede una luce in fondo a un tunnel, anche se penso sia arrivato il momento di una presa di responsabilità da parte di tutti. Le industrie sono pronte a fare la propria parte, e le istituzioni, ne sono sicuro, anche".

 

fonte: ansa, ministero salute, aifa

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