Veronesi lascia l'Istituto europeo d'oncologia

Redazione DottNet | 23/09/2014 14:53

Finisce un'epoca all'Istituto Europeo di Oncologia. L'epoca di Umberto Veronesi, l'oncologo che nel 1994 fondò la struttura con il finanziamento di un gruppo di illuminate industrie italiane sotto l'egida di Enrico Cuccia, finisce con le sue dimissioni dall'incarico di Direttore Scientifico.


Un incarico che Veronesi ha onorato realizzando un modello di ospedale fino ad allora sconosciuto in Italia, basato sulla centralità del paziente, un'istituzione senza scopo di lucro, con gli utili di gestione reinvestiti nella struttura. Le dimissioni le ha volute lo stesso 'prof' (come lo chiamano in molti in Istituto) che le ha chieste stamani al Consiglio di amministrazione ''come mio atto di responsabilità personale e di amore verso l'Ieo''. Dimissioni legate all'età dell'uomo, che compirà 89 anni il 28 novembre prossimo e che da qualche mese egli maturava, secondo quanto si mormora in Istituto, con la consapevolezza di non poter dare all'Ieo quanto aveva dato finora.

E non si sa quanto abbia pesato anche quella brutta caduta in casa che mesi fa gli aveva procurato una lesione allo sterno e lo aveva costretto a rinunciare ad essere presente perfino a un evento tanto atteso come l'Ieo Day (con l'illustrazione dei risultati delle ricerche di un intero anno) nel giorno in cui si celebrava il ventennale della sua creatura, il 29 maggio scorso.

Il nome di Umberto Veronesi ha pesato tantissimo in questi 20 anni in cui ha guidato l'Ieo, ma continua a pesare tantissimo nell'oncologia italiana e mondiale. Fin da quando nel 1969, all'Istituto dei Tumori di Milano, mette a punto - tra lo scetticismo della comunità scientifica - la cosiddetta 'quadrantectomia', un intervento conservativo, soft, con risultati estetici migliori, non deturpanti, per operare il tumore della mammella, nell'epoca in cui nessun chirurgo oncologo si sentiva di rinunciare alla mastectomia classica.

E a distanza di 40 anni, anche gli americani (che all'epoca lo criticarono) hanno dovuto riconoscere il primato di Veronesi, il cui nome è legato del resto a molti altri contributi scientifici e culturali riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Oggi fa un passo indietro. Riflettendo sulla sua età e ''sullo sviluppo atteso nel prossimo futuro, che si prospetta - dice - molto intenso, ho pensato che fosse giusto rinnovare i vertici della Direzione Scientifica''.  Ha proposto al Cda di designare al suo posto due dei suoi più fidati collaboratori, Roberto Orecchia come Direttore Scientifico, e Pier Giuseppe Pelicci come Direttore della Ricerca, ''due persone - dice Veronesi - entrate in Istituto 20 anni fa, che hanno creduto sin dall'inizio con entusiasmo al progetto Ieo, e che hanno lavorato intensamente assieme a tutta la struttura per farlo diventare ciò che è oggi''.

Ma il Cda non poteva lasciarlo andare via del tutto, e rinunciare completamente alla sua esperienza. Così il prof. resta come Direttore Scientifico Emerito. ''Con la nuova squadra, continuerò ad impegnarmi - conclude - per la salvaguardia e la promozione dei principi e dei valori che hanno ispirato lo Ieo fin dalla sua costituzione e ne hanno fatto un unicum: umanità e scientificità''.

 

 

fonte: ansa

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