Stanchi e mal retribuiti: è allarme dai medici ospedalieri

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 23/09/2014 17:48

Stanchi per gli eccessivi carichi di lavoro, difficoltà di rapporti col management, insoddisfazione per i livelli retributivi senza dimenticare la spada di Damocle della crescita delle denunce che ne turba la serenità. Le condizioni di lavoro dei medici ospedalieri peggiorano sempre di più.

 

Questi alcuni tratti dell'identikit del medico ospedaliero che emerge dall'indagine promossa dal sindacato Anaao Assomed in collaborazione con SWG (clicca qui per leggere il documento completo) sulle condizioni di lavoro dei medici in corsia oggi tra criticità e aspettative. Camici bianchi sempre più stressati e che manifestano la propria insoddisfazione in modo identico per fasce di età e area geografica: il 68% si sente frequentemente stanco; il 58% economicamente scontento; il 48% emotivamente sfinito.

 

Tra le altre cause di insoddisfazione, il 75% indica il livello di retribuzione ancor prima della distribuzione di carichi di lavoro (64%), ed un miglioramento del livello retributivo costituisce la prima della aspettative dichiarate (67%). Altro risultato significativo dell'indagine riguarda il rapporto con la politica: il 97% dei medici intervistati chiede di avere più peso nelle scelte aziendali e il 67% attribuisce alla invasività della politica la principale responsabilità della crisi del Ssn. Tra le altre risultanze anche quella in cui l'87% dei medici intervistati crede debba essere rivisto l'assetto direzionale e la stessa scelta dell'aziendalismo in sanità.

 

Dato rilevante quello della crescita del contenzioso medico legale che è l'aspetto che per i camici bianchi incide di più (in negativo) sulla qualità delle prestazioni ospedaliere. Nonostante gli aspetti negativi della professione, i medici continuano a considerare buona la qualità dei servizi offerti dal SSN e dagli ospedali in Italia nel loro complesso (rispettivamente 66% e 67%). Tuttavia, pur nel giudizio positivo, ritengono che ci sia un peggioramento progressivo della qualità dei servizi ospedalieri (49%), specie nel confronto con gli altri Paesi europei tanto che il 35% degli intervistati ritiene che la sanità italiana funzioni peggio.

 

Inoltre, il 76% dei medici si dichiara favorevole ad una revisione del ruolo giuridico. Tra le iniziative segnalate per garantire il sistema sanitario pubblico da segnalare quella che per il 66% prevede la sostituzione del ticket di accesso al Pronto Soccorso per prestazioni non seguite da ricovero con prestazioni in Libera Professione in ambulatori contigui effettuate da tutti i medici dell'Ospedale /Continuità assistenziale, pagate dal cittadino. "Occorre - ha commentato il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise - adoperarsi per portare la sanità nella agenda del Governo e con essa i diritti del lavoro non scindibili da quelli dei cittadini. Ripartire dal lavoro, nelle sue varie forme, e dai suoi contenuti per ricordare a chi governa che senza di noi non esiste sanità pubblica e financo la crociata contro gli sprechi, esige la nostra partecipazione e la nostra professionalità".

Il sondaggio completo 

 

Fonte: anaao

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