Cricelli, così cambiano gli Mmg. Snami: attenzione ai referenti Aft

Medicina Generale | Redazione DottNet | 25/09/2014 13:43

La medicina primaria si sta trasformando. Claudio Cricelli, presidente della Sigm, illustra le tappe del cambiamento. Ma lo Snami lancia l'allarme: attenzione alle nomine dei referenti delle Aggregazioni.

 

La nuova organizzazione delle cure primarie costituisce la più grande trasformazione del Servizio sanitario nazionale dopo la sua istituzione nel 1978. I benefici di ogni riforma del Ssn sono oggi prevalentemente ricercati in termini economici. In realtà, siamo di fronte alla transizione storica dalla medicina generale a quella primaria, che consentirà di realizzare risparmi funzionali, gli unici in grado di determinare un reale impatto sulla vita dei cittadini, perché rendono più facile l’accesso ai servizi sanitari. La nuova organizzazione del territorio deve offrire nuove prestazioni, servizi innovativi, un’eccellente assistenza al domicilio del paziente tagliando le liste di attesa e dimezzando le migrazioni sanitarie. Siamo pronti a mettere in pratica i principi enunciati nel Patto della Salute, approvato lo scorso 16 luglio”.

 


“Nuova organizzazione, information technology e formazione costituiscono le tre vie da seguire – ha spiegato Cricelli -. Nel Patto per la Salute 2014 sono privilegiate forme organizzative estese e complesse, che superano l'azione professionale del singolo medico. Il quadro che sta emergendo si presenta in continua e rapida evoluzione. In aggiunta alle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e alle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), già cardine della nuova assistenza sul territorio, le cooperative di medici si configurano sempre più come un’offerta integrata di servizi, soprattutto in termini di prestazioni sanitarie che spaziano dalla cura fino alla riabilitazione. Più del 20% delle cooperative del settore ritiene che la gestione imprenditoriale delle attività di provider di servizi complessi, rivolti a pazienti cronici, sia un’opportunità di sviluppo”.
 
 

La Simg è la società scientifica che "più di qualunque altra associazione" ha investito e promosso lo sviluppo di strumenti informatici sempre più potenti e sofisticati. “Questi programmi supportano il professionista in tutte le fasi del processo di cura e nella governance - ha proseguito Cricelli -. Oggi infatti siamo in presenza della quasi totale dematerializzazione della ricetta, che segue la già avvenuta informatizzazione del certificato di malattia e delle pratiche INAIL e, dalla fine di settembre, delle esenzioni”.
 
 

Infine la formazione. “È assolutamente velleitario affrontare queste grandi trasformazioni – ha conclusoCricelli - senza definire un percorso di insegnamento rivolto ai medici e ai collaboratori delle cure primarie. Per questo il prossimo 5 ottobre a Firenze apre la Scuola di Alta Formazione della SIMG con l’obiettivo di addestrare nuove figure professionali. Cioè medici di medicina generale ‘con interessi disciplinari speciali’, in grado di coordinare al meglio le attività svolte sul territorio con quelle dell’ospedale. Una vera e propria interfaccia, una cerniera evoluta con la medicina specialistica, già presente in altri Paesi Europei ma non ancora in Italia. Il medico di famiglia non è più il ‘muro di gomma’ contro cui un tempo ‘rimbalzava’ il problema clinico del paziente, che poi veniva subito indirizzato allo specialista. Diventa invece il recettore che può affrontare direttamente ogni disturbo del cittadino. Per raggiungere questo obiettivo, ogni unità di cure primarie dovrà essere dotata di tutti gli strumenti necessari, che vanno dagli ecografi alle apparecchiature per la diagnostica di base. Il cambiamento a cui assistiamo trova un riscontro anche nel nome della nostra associazione. Proporrò infatti all’Assemblea della Simg una nuova denominazione che potrebbe chiamarsi ‘Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie’”. 

 

L’allarme lo lancia il sindacato Snami: nelle Aggregazioni funzionali territoriali-Aft dei medici di famiglia il referente sarà nominato dal direttore di distretto. In realtà, la piattaforma della Sisac, la rappresentanza interregionale di parte pubblica che sta trattando con i medici del territorio il rinnovo delle convenzioni, afferma che l’esponente Asl nominerebbe il suo interlocutore pescandolo da una terna presentatagli dai medici dell’Aft.


 

Ma Angelo Testa leader Snami non vuole “coordinatori” o apicali nominate dall’Azienda sanitaria. «Intendiamo eleggerli noi e a noi dovranno rispondere». La situazione resta difficile, alcune regioni vorrebbero spendere sul territorio anche professionisti di estrazione ospedaliera. «Oggi Sisac ci ha illustrato l’articolo sulle unità complesse di cure primarie (dove operano mmg con altri professionisti, ndr) ed è anche peggio. La piattaforma - sottolinea Testa - propone una figura di coordinamento che “può anche essere un medico di medicina generale”, ma non necessariamente. Ci sono i margini perché l’Asl possa scegliere come tramite con noi un suo dipendente, medico ospedaliero o persino un infermiere». Sottostante a tutto questo, «c’è l’intenzione di redistribuire su tutte le voci delle Aft e delle Uccp le indennità di associazionismo, informatica e di personale dello studio, facendole in sostanza riacquisire alle aziende sanitarie». Ma c’è di più. «Il medico potrebbe concorrere per ambiti di scelta diversi dal suo; se ci sono due centri vicini ma l’Uccp sorge in uno dei due, il medico operante nell’altro dovendo garantire ore nella sede centrale potrebbe essere spinto a chiudere il suo studio, visti anche i costi di gestione e la redistribuzione delle indennità, e a sguarnire così la sua zona.


 

 

 

Fonte: sigm, QS

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