Aggregazioni Mmg, un'opportunità anche per le farmacie

Redazione DottNet | 29/09/2014 15:59

Più del 20% delle cooperative che aggregano medici di famiglia considera «un’opportunità di sviluppo» la gestione imprenditoriale di servizi complessi rivolti ai pazienti cronici.

 E’ uno dei dati forniti ieri nel primo giorno di lavori della convention nazionale della Simg, la più autorevole tra le società scientifiche della medicina generale. «Le cooperative di medici» ha detto nel suo intervento di apertura il presidente, Claudio Cricelli « si configurano sempre più come un’offerta integrata di servizi, soprattutto in termini di prestazioni sanitarie che spaziano dalla cura fino alla riabilitazione».


Le parole di Cricelli sono un invito alla riflessione anche per le farmacie. E per quei titolari che ancora oggi, nonostante l’abbondanza di segnali, continuano a mostrarsi freddi nei confronti della farmacia dei servizi e delle opportunità che arriveranno dalla deospedalizzazione delle cronicità. Opportunità che invece i mmg sembrano vedere con estrema chiarezza. «La nuova organizzazione del territorio» è un altro dei passaggi dell’intervento di Cricelli «deve offrire nuove prestazioni, servizi innovativi, un’eccellente assistenza al domicilio del paziente tagliando le liste di attesa e dimezzando le migrazioni sanitarie. Siamo pronti a mettere in pratica i principi enunciati nel Patto della Salute, approvato lo scorso 16 luglio».


E le farmacie? Sia chiaro, il problema non è quello di fare a gara perché il primo prende tutto: il territorio riuscirà a rivendicare in modo credibile responsabilità di cura complesse soltanto se farmacie e mmg sapranno essere coprotagonisti della riorganizzazione, se sapranno fare “team” come gli staffettisti. Sì perché in questa gara per attrezzare il territorio, le due professioni non corrono contro ma sono nella stessa squadra. Ed ecco allora perché è importante che la farmacia dei servizi si faccia trovare pronta al momento giusto e nel posto giusto: quando i medici di famiglia, terminata la loro frazione, cercheranno il compagno cui passare il testimone, i farmacisti dovranno essere lì.

«La nuova organizzazione delle cure primarie» ha detto ancora il presidente della Simg «costituisce la più grande trasformazione del Ssn dalla sua istituzione nel 1978. Il medico di famiglia non è più il “muro di gomma” contro cui un tempo rimbalzava il problema clinico del paziente, che poi veniva subito indirizzato allo specialista. Diventa invece il precettore che può affrontare direttamente ogni disturbo del cittadino». Con questo “nuovo” medico di famiglia, la farmacia dei servizi può stringere un’alleanza che le consentirebbe di guardare con altri occhi il proprio futuro nel Ssn.

 

fonte: sigm, federfarma