Rossi (Omceo Milano): la sentenza Antitrust era prevedibile

Professione | Silvio Campione | 29/09/2014 17:48

La maxi sanzione alla Fnomceo di 831mila euro fa ancora discutere. Sull'argomento abbiamo intervistato il presidente dell'Ordine dei medici di Milano Roberto Carlo Rossi che, come si sa, non è mai stato tenero nei confronti della Fnomceo. Ma Rossi tocca anche altri argomenti, come la questione delle assicurazioni

 

L'Antitrust ha sanzionato la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi ed odontoiatri (Fnomceo) per "aver posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza, consistente nell'adozione e diffusione del Codice di deontologia medica 2006 e delle Linee Guida", considerando inappropriata anche la nuova versione del Codice. Nel mirino del garante è finita la parte del Codice relativa alla pubblicità nel settore.
 

Presidente Rossi, una multa comminata ad un Ordine professionale che non ha precedenti
 

Certo è una sanzione enorme, che non può passare inosservata. Ma l'aria è cambiata da tempo, anche in relazione a materie come quella pubblicitaria. 

Cioè Fnomceo avrebbe dovuto adeguarsi?
 

Mi meraviglia che l'Ordine nazionale non ci abbia pensato in passato. I segnali c'erano tutti e si poteva porre rimedio con largo anticipo. Il garante nella sua sentenza spiega chiaramente i motivi della sua decisione (clicca qui per leggere l'articolo completo su Dottnet).
 

Secondo lei perchè l'Ordine nazionale ha tardato tanto

Non saprei spiegarne i motivi. C'è da dire che la pubblicità è un argomento delicato: non fa piacere a nessuno vedere nserzioni mediche troppo estreme e propagandistiche. Un aspetto che anche io condivido, ma poi si è confuso tra la tutela della prestazione fornita al paziente e il mantenimento di uno status quo assolutamente anacronistico. Voglio ricordare che proprio a Milano con la delibera varata da Roberto Anzalone, all'epoca mal compresa, non si rilasciavano autorizzazioni esplicite, ma solo pareri. Salvo, ovviamente, violare la deontologia medica.
 

Il garante sostiene che il medico va paragonato ad un'impresa
 

Guardi, io sono del parere che il medico non è un'azienda, ma sono anche convinto che occorre trovare il modo per armonizzare i principi che riguardano la professione senza però fare protezionismo o battaglie stantie. La Federazione deve interpretare in maniera moderna ciò che accade nel mondo professionale, ma, secondo il Garante, ciò non è stato fatto.
 

Eppure il nuovo Codice appena varato dovrebbe ormai essere aggiornato.
 

Come ormai tutti sanno, noi siamo molto critici nei confronti del nuovo codice deontologico (clicca qui per approfondire la posizione di Omceo Milano). Il fondo si tocca con l'articolo 3 che rende il medico schiavo di innovazioni avviate da altri. Non è un codice, ma un testo zeppo di rimandi alla legge, è un assurdo giuridico. Un codice deve vivere al di fuori delle norme, è un codice comportamentale che deve tutelare il paziente al di là degli ordinamenti. Invece questo è un testo schiacciato dai pubblici poteri.
 

Forse perchè il presidente Bianco è anche senatore di un partito politico
 

E' un'idea che è venuta a tanti. Appare chiaro che Bianco avrebbe dovuto risolvere il problema del suo doppio ruolo; non l'ha fatto ed è diventato difficile bilanciare le due attività. In qualche modo, per forza di cose, deve rispondere ad altri del suo operato e delle sue decisioni. Io fin dall'inizio non ho accettato il fatto che rimanesse presidente dell'Ordine: può andar bene se la carica politica va a vantaggio dei medici, ma problemi enormi come assicurazione e responsabilità professionale non sono stati risolti.
 

E lei quale soluzione adotterebbe per risolvere la questione delle assicurazioni. 
 

Più volte ho provato a contattare il mondo assicurativo, ma le compagnie sono sempre state restie ad avvicinarsi ad un rreno minato come quello delle assicurazioni ai medici. E poi come Ordine locale posso contare, per la trattativa, di poche decine di migliaia di iscritti.. Il problema va risolto a livello nazionale, dove entrano in ballo i grandi numeri. E questo possono farlo solo in due, Fnomceo e Enpam 

Come?
 

Sono gli unici due enti che hanno alle spalle una notevole massa critica: la Federazione come struttura organizzativa del mondo ordinistico ha a disposizione un elevato numero di iscritti, l'Enpam ha dalla sua la leva economica, oltre ad avere la quasi totalità dei medici che pagano la quota A. Per cui l'Enpam potrebbe stipulare polizze per i propri iscritti con premi interessanti proprio in virtù della vasta platea di professionisti su cui può contare. Inoltre la Cassa potrebbe farsi parte diligente affiancando le compagnie nei contenziosi con la creazione di organismi autonomi preposti alla valutazione, in maniera paritetica e super partes, dei sinistri. Quando si hanno i numeri e la forza economica si possono fare tante cose.
 

Una richiesta ben precisa, ma forse di non facile attuazione. 

 

Vorrei solo che Fnomceo e Enpam facessero la loro parte.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato