Troise (Anaao): siamo di serie C, il 23 ottobre sciopero della sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 03/10/2014 12:51

Sarà probabilmente sciopero della sanità il 23 ottobre. La protesta contro il blocco degli stipendi, fermi ormai dal 2010. E non solo: "La rivoluzione del mercato del lavoro annunciata dal Governo non interesserà, sembra, il lavoro pubblico, perpetuando così le discriminazioni, tradotte in ben 16 provvedimenti legislativi, verso i lavoratori che hanno come padrone lo Stato", sostiene il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed Costantino Troise

 

Secondo Troise "il Jobs Act nato per evitare discriminazioni tra lavoratori di serie A e di serie B e per estendere le tutele ai "non garantiti", all'insegna della parola d'ordine ci penserà il Governo se non ci hanno pensato i sindacati, non si estende alla serie C, quella del pubblico impiego". Tutto ciò per Troise "significa che la supplentite eliminata per la scuola continua ad essere considerata una malattia adatta alla Sanità, che i giovani precari medici e sanitari hanno meno diritti alla stabilizzazione ed alle tutele rispetto agli altri, che la giungla di contratti atipici che infesta la Sanità continuerà a crescere indisturbata, che la svalutazione del lavoro professionale continuerà a prevalere sui diritti del lavoro"

 

"Milioni di ore di lavoro - specifica Troise - non retribuito per tutelare la salute degli italiani. Migliaia di giorni di ferie non godute per tenere aperti ospedali e pronto soccorso 365 giorni all'anno, notti e festivi compresi, contratti e stipendi bloccati da 6 anni, un esercizio professionale quotidianamente esposto a rischio civile, penale e patrimoniale. Una generazione sospesa tra fallimento di un sistema formativo e chiusure del mondo del lavoro, un abuso di tipologie contrattuali che non fa piangere nessun cuore. E nessuno venga domani a chiedere a noi dove eravamo quando il numero dei precari cresceva". "La salute degli italiani - conclude Troise - non vale meno della sicurezza dei loro beni o della loro istruzione, né i lavoratori della Sanità vantano meno diritti degli altri".

Intanto a ottobre, probabilmente il 23, dovrebbero essere anche i dirigenti medici. «L'intersindacale della dirigenza medica ha avviato una mobilitazione unitaria a difesa della sanità pubblica e del rinnovo contrattuale, cui probabilmente si uniranno anche i sindacati del comparto sanità e i diversi ordini professionali», chiarisce Troise. Anche in questo caso, principale motivo della protesta è la proroga del blocco degli stipendi, che va avanti dal 2010. Ma, ad acuire il malcontento, anche il silenzio su uno degli aspetti più problematici del settore. A distanza di quasi un anno, non è ancora stato emanato, infatti, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) sulla stabilizzazione del personale del Ssn, che dovrebbe riguardare circa 35.000 persone. Infine, «tanto i medici che gli operatori del comparto della sanità di Cgil, Cisl e Uil saranno a fianco degli altri lavoratori del pubblico impiego nella manifestazione nazionale che si terrà l'8 novembre a Roma», spiega Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici.

 

 

Fonte: anaao

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