Il vaccino anti-ebola è ancora allo studio: smentita la richiesta Oms

Redazione DottNet | 07/10/2014 07:08

La notizia è della scorsa settimana: il vaccino anti ebola, prodotto in Italia, sarebbe stato ordinato dall'Oms per un milione di unità. Ma poi arriva una smentita da parte della stessa Organizzazione.

E' un giallo la presunta decisione dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di utilizzare contro l'Ebola, il vaccino italiano attendendone subito 10 mila dosi. La notizia, come rivelato dal periodico Wired, è stata smentita oggi da alcuni dei protagonisti del caso: il ricercatore che ha 'creato' il vaccino e la GlaksoSmithKline (Gsk), la multinazionale del farmaco che un anno fa, per la somma di 250 milioni di euro, ha rilevato la Okairos, nei cui laboratori di Napoli e Pomezia il vaccino è nato.

"Il nostro vaccino è ancora in fase di sperimentazione clinica sull'uomo - dice Riccardo Cortese, biologo molecolare e 'padre' della ricerca - . E' testato negli Stati Uniti e, in Europa, nel Regno Unito, ma non mi risulta fondata la notizia che sia stato adottato dall'Oms e certamente non c'è stata alcuna richiesta per una fornitura di un milione di dosi. L'Oms non sceglie i vaccini, non ha questa funzione".

La GlaxoSmithKline. Interpellata da Repubblica.it, anche la direzione di Gsk Italia smentisce trattative e maxi-forniture: "Il vaccino contro ebola - spiegano dall'ufficio stampa dell'azienda - , dopo aver ottenuto risultati promettenti sugli animali, è nella prima fase di sperimentazione, la cosiddetta fase 1 che dovrebbe concludersi fra gennaio e febbraio 2015. Solo a quel punto si potrà pensare alla fase 2 ed a una sperimentazione su larga scala. I test sull'essere umano sono incominciati dieci giorni fa negli Stati Uniti e una settimana fa in Europa e in Africa. Si è cercato di velocizzare la disponibilità del prodotto, mentre si porta avanti la sperimentazione - spiegano ancora da GlaxoSmithKline - . E' un modo per essere pronti quando sarà necessario. Per questo cerchiamo di produrre subito 10 mila dosi".
 

Fonte: repubblica, wired

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