Farmacisti e oncologi contro la burocrazia che ruba tempo alle cure

Oncologia | Redazione DottNet | 07/10/2014 13:42

Troppa burocrazia per l'80% di medici e farmacisti per i quali ruba metà del tempo di una visita (causato spesso da sistemi informatici che non si parlano tra loro) che impedisce al medico di rispondere a tutte le domande e compromette la relazione con il paziente. Uno malato su due integra l'assistenza pubblica con l'aiuto della famiglia o delle associazioni di volontariato, e il 64% ritiene che possano essere messe a rischio le cure con il taglio della spesa.



Lo dice un'indagine Datanalysis condotta su 1200 tra oncologi, farmacisti ospedalieri e pazienti, e svela anche che per il 75% dei malati la razionalizzazione dei costi in oncologia ha avuto un impatto pesante sulla qualità delle cure. È l'eccesso di 'burocrazia informatica', la sovrapposizione delle procedure e di sistemi che non si parlano tra loro, la nuova sfida da affrontare per medici oncologi e farmacisti ospedalieri, e quindi per i pazienti con un tumore, 2 milioni 250 mila in Italia, con 370 mila nuovi casi all'anno.

I professionisti sono anche preoccupati per la razionalizzazione dei costi. Preoccupazioni sentite anche dai malati: tre su quattro pensano che i tagli alle spese sanitarie possano seriamente compromettere la qualità delle cure e la metà si affida a famiglia o associazioni di volontariato per integrare l'assistenza pubblica. L'indagine è stata condotta su pazienti, oncologi medici e farmacisti ospedalieri che ha affiancato il progetto SYN.THESIS, promosso dal Collegio Italiano dei Primari Medici Oncologi Ospedalieri (CIPOMO) coordinato da AIOM e SIFO.

Il 57% di tutti i farmaci innovativi, oltre 3 mila nuove molecole, è in sperimentazione in campo oncologico anche se al paziente ne arriveranno soltanto alcuni. La sostenibilità dei costi per queste terapie è in dubbio: oggi i trattamenti innovativi costano da 40 a 80 mila euro all'anno a paziente, ma l'aumento della spesa sanitaria oncologica galoppa al ritmo del 5% all'anno. Stefano Cascinu, presidente AIOM spiega che si stima che il 20-30% dei costi in sanità sia evitabile ed è su questi 'sprechi' che occorre lavorare per liberare spazio per l'innovazione.

 

fonte: cipomo, aiom, sifo

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