Esofago si "accorcia" in 20% in pazienti con reflusso

Redazione DottNet | 02/12/2008 16:59

L'esofago si 'accorcia' nel 20% dei pazienti che soffrono di reflusso, a causa dell'erosione provocata dai succhi gastrici che risalgono dallo stomaco. Un fenomeno svelato da esperti italiani e che porterà a migliorare la qualità degli interventi chirurgici che si effettuano ormai di routine per risolvere questo disturbo. Lo studio che ha portato a questa scoperta è stato coordinato da Sandro Mattioli, direttore dell'Unità operativa di Chirurgia esofago-polmonare dell'università di Bologna, con sede al Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna), in collaborazione con i Centri di chirurgia esofagea diretti da Ermanno Ancona di Padova, Alberto Del Genio, Natale Di Martino e Landino Fei di Napoli, Mario Morino di Torino, Riccardo Rosati di Milano e Mauro Rossi di Pisa.

La ricerca è stata pubblicata sulla più prestigiosa rivista internazionale di chirurgia toracica, il 'Journal of Thoracic and Cardiovascular Surgery', con editoriale di Frederick Griffith Pearson, uno dei padri viventi della chirurgia toracica ed esofagea mondiale. Lo studio risolve una controversia, che durava da oltre 40 anni, su alcuni aspetti clinici della malattia da reflusso gastro-esofageo, che interessa circa il 20% della popolazione adulta nel mondo occidentale, Italia compresa. Questo studio permetterà in tempi brevi di migliorare in maniera estremamente significativa la terapia, soprattutto chirurgica, dei pazienti che fanno i conti con una severa patologia da reflusso gastro-esofageo. Questa pubblicazione dimostra inoltre che la ricerca ai massimi livelli mondiali si può compiere e si compie anche in Italia, naturalmente quando si disponga di strutture e strumentazioni adeguate e in particolare quando si possa contare su sinergie tra pubblico e privato.

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