Milillo; per la convenzione non possiamo più attendere

Redazione DottNet | 09/10/2014 10:19

Sul rinnovo dell'Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i Medici di Famiglia, "non è il momento delle parole, ma delle azioni concrete". Non usa mezzi termini il segretario generale della Federazione dei Medici di Medicina Generale Giacomo Milillo, in merito alle trattative in corso

 

Dal palco di Santa Margherita di Pula, in occasione del 70° congresso del sindacato (clicca qui per leggere la relazione completa di Milillo), il leader della Fimmg non perde occasione per puntare il dito contro chi, del tanto ritardo, ritiene responsabile. "La Conferenza delle Regioni - secondo Milillo - ha tenuto, soprattutto negli ultimi anni, un atteggiamento pericolosamente aggressivo ed inutilmente ostile nei confronti della categoria, rifiutando qualsiasi interlocuzione produttiva". Ad oggi, "accantonate le schermaglie sui metodi, i contenuti che ci vengono proposti sono ancora per noi inaccettabili, tali da poterci indurre a prese di posizione conflittuali. Percepiamo, tuttavia, l'inizio di una maggiore attenzione alle nostre proposizioni".

 

Quanto in generale "al disagio che coinvolge indistintamente, anche se in modi diversi, tutti i professionisti della sanità", precisa Milillo, "non si tratta solo del disagio economico" ma anche e soprattutto di quello che deriva "dal non essere considerati soggetti attivi, ma solo esecutori di decisioni altrui, assunte in una logica ragionieristica e organizzativa, salvo essere poi chiamati a rispondere degli inconvenienti che ne derivano".

 

 

Milillo nel corso del Congresso ha toccato altri argomenti: "Purtroppo dobbiamo prendere atto che non è mai stata realizzata, e tanto meno potrà esserlo in futuro, la sostenibilità di un Servizio Sanitario Nazionale che fornisca tutte le prestazioni di assistenza sanitaria necessarie alla tutela della salute ponendole ad esclusivo carico della fiscalità generale, cui tutti, in teoria, dovrebbero contribuire in proporzione al loro reddito".

 

Per Milillo "Già oggi il cittadino vede sempre più prestazioni a proprio totale carico e per l'assistenza sanitaria ora erogata dal Ssn è necessario prevedere un concreto contributo dell'assistito nel momento in cui usufruisce della prestazione. La sfida non è più evitare questa contribuzione, ma renderla il più equa possibile, rispettando comunque il dettato costituzionale della gratuità agli indigenti". Il servizio sanitario, secondo il segretario Fimmg, "dovrà anche svolgere una funzione di regolamentazione capace di condizionare l'appropriatezza, e quindi rendere sinergico, l'uso delle risorse che possono provenire dalla volontaria contribuzione degli individui a Mutue o a Società di mutuo soccorso o a Fondi integrativi alimentati da meccanismi di welfare contrattuale. A tal fine torniamo a proporre l'individuazione, da parte del Governo, di Livelli Integrativi di Assistenza, oltre agli attuali Livelli Essenziali di Assistenza, in continuum fra loro, affinché i cittadini possano responsabilmente provvedervi attraverso le forme previste e regolamentate dalla legge".

 

 

Per la sanità italiana "è necessaria un'azione di regia e governo determinata attraverso un rafforzamento del ministero della Salute, naturalmente in stretta collaborazione con una Conferenza delle Regioni che da un lato sappia interloquire produttivamente con il Ministero, ma dall'altro sappia autorevolmente guidare le singole Regioni a comportamenti fra loro coerenti", incalza Giacomo Milillo, nella sua relazione al congresso della federazione dei medici di famiglia (clicca qui per scaricare il documento completo). "Siamo assolutamente consapevoli - ha precisato Milillo - della necessità di garantire le autonomie organizzative e gestionali indispensabili a permettere coerenza fra assistenza offerta e contesto socioculturale e orogeografico di ciascuna regione, addirittura di ciascuna azienda sanitaria, ma nello stesso tempo non possiamo accettare ciò che abbiamo osservato in passato: Regioni che improvvisano modelli organizzativi e criteri di assistenza ispirati alla creatività più spinta e repentinamente modificati in base alle convinzioni della maggioranza politica subentrante". 

 

La relazione di Giacomo Milillo

 

 

Fonte: fimmg