
Nei 5 paesi dell’Africa occidentale l’epidemia ha ucciso circa 2800 persone quest’anno, mentre si stima che 5800 persone sono state infettate e non hanno a disposizione nessuna cura per guarire dalla malattia. In Sierra Leone l’Ebola si sta espandendo a una velocità spaventosa, e il numero di nuovi casi raddoppia ogni poche settimane, a questo ritmo, 10 persone saranno infettate ogni ora nel paese prima della fine di ottobre.
Occorre soprattutto una cooperazione fra i vari stati per costruire un nuovo ospedale poiché qui l’unico ospedale non riesce ad affrontare la richiesta di ricovero, occorre a livello locale fare una campagna per motivare le persone e metterle a conoscenza di come evitare che l’epidemia si espanda in un paese dove soprattutto i bimbi muoiono tragicamente in maniera indecorosa. Nulla si può fare per la diffusione del filovirus a livello naturale se non motivare gli indigeni a non manipolare le carni degli animali selvaggi. Il virus si diffonde con le secrezioni dove può vivere diversi giorni.
La mortalità con questo filovirus è superiore al 50%, di solito è compresa tra il 50 e 90% con gli altri filovirus. Prima della conclamata malattia l’uomo non trasmette il virus, quindi potrebbe anche intraprendere un viaggio cosa difficile durante la malattia conclamata. Dato il diffondersi della malattia a macchia d’olio è sicuramente l’epidemia più grave dal punto di vista Gestione/Controllo. In un Aeroporto è quindi altamente improbabile ed eccezionalmente raro, che persone infettate da virus Ebola in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone possano arrivare, il periodo di incubazione varia dai 2 ai 21 giorni.
In ogni caso in termini Gestione/Controllo l’Italia è in grado di affrontare la malattia, poiché la situazione che colpisce l’Africa occidentale è molto difficile da questo punto di vista. Noi siamo in grado di individuarli, confermarli, isolarli per interrompere la possibile trasmissione di questo agente patogeno altamente infettivo. Non bisogna mai abbassare la guardia ,soprattutto per i più esposti, medici e paramedici.
Gli scienziati hanno usato i modelli di diffusione della malattia di Ebola e i dati sul traffico aereo prevedono una probabilità del 75% che il virus potrebbe essere importato in Francia entro il 24 di ottobre, e una probabilità del 50% che potrebbe colpire il Regno Unito entro tale data. Questi numeri sono basati sul traffico aereo se rimane a pieno regime.
Ipotizzando una riduzione dell’80% dei viaggi alla luce del fatto che molte compagnie aeree stanno fermando i voli nelle regioni colpite, il rischio della Francia è ancora del 25% e del Regno Unito del 15%. Se l’Ebola continuerà a imperversare in Africa Occidentale, come alcune persone hanno predetto, è solo una questione di tempo prima che uno di questi casi finisca su un aereo per L’Europa. L’aeroporto di Heathrow in Gran Bretagna è uno dei fulcri di viaggio più grandi del mondo. Il Belgio ha una probabilità del 40%, la Svizzera del 40%.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha posto restrizioni nei viaggi, le compagnie aeree hanno continuato a volare verso i paesi in via di sviluppo più colpiti: British Airways e Emirate Airlines hanno sospeso alcuni voli. Inoltre c’è una speranza, la ditta italiana Okairos, sviluppatrice del brevetto del vaccino anti Ebola ha venduto alla Glaxo Smith Kline per 250 milioni di euro una fornitura di 1 milione di provette, all’ Organizzazione Mondiale della Sanità verranno consegnate 10000 dosi entro dicembre.
Il vaccino ha funzionato nel 100% sulle scimmie di laboratorio. La modalità con cui è stato fatto questo vaccino è che l’intero virus è stato inserito in un Adenovirus.

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