Silibina, potente agente antivirale in pazienti con HCV non rispondenti a terapia PegIFN/RBV

Redazione DottNet | 25/05/2009 16:11

Presso il Dipartimento di Gastroenterologia ed Epatologia della Medical University di Vienna è stato effettuato uno studio per valutare l’efficacia di silibina, somministrata per iv ad alte dosi, contro l’epatite C. 16 pazienti hanno ricevuto 10mg/kg/die di silibina iv per 7 giorni. In un altro studio, successivo, 20 pazienti hanno ricevuto 5, 10, 15 o 20mg/kg/die di silibinina per 14 giorni. In entrambe i protocolli è stata iniziata terapia con PegIFN/RBV al giorno 8. E’ stata determinata giornalmente la carica virale. Nel primo studio, HCV-RNA è diminuito con silibina iv 1.32+/-0.55 log (mean+/-SD), P<.001 ma è aumentato di nuovo malgrado un periodo di infusione di PegIFN/RBV.

La carica virale, diminuita, è risultata dose-dipendente dopo 7 giorni di terapia con silibina (0.55+/-0.5 (5mg/kg, n=3), 1.41 +/-0.59 (10mg/kg, n=19), 2.11 +/- 1.34 (15mg/kg, n=5), e 3.02 +/- 1.01 (20mg/kg, n=9)), è diminuita ulteriormente dopo 7 giorni di terapia combinata SIL/PegIFN/RBV ed è diventata “non rilevabile” in 7 pazienti trattati con 15 o 20mg/kg SIL alla settimana 12. Aldilà di lievi sintomi gastrointestinali, la monoterapia con SIL iv è stata ben tollerata ed ha mostrato un sostanziale effetto antivirale contro HCV in pazienti “non-responders”.
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