Passatempo online fa bene ad adolescenti

Redazione DottNet | 03/12/2008 15:38

Buone notizie per gli adolescenti iper-tecnologici. Passare il tempo libero a surfare su internet, tra giochi, chat esiti dedicati al social network come Facebook o MySpace fa bene agli adolescenti. Anzi è importante per il loro sviluppo e per apprendere conoscenze chiave per il muoversi al meglio nel mondo moderno. E' quanto emerge da un vasto studio statunitense, condotto da Mimi Ido dell'University of California a Irvine. L'indagine ha monitorato oltre 800 adolescenti e i loro genitori per tre anni. E smentisce lo stereotipo diffuso tra molti genitori e insegnanti, che vede i passatempi online come inutili e dannosi. Tutt'altro: secondo gli scienziati "in questo modo i ragazzi apprendono preziosi skill tecnologici e letterari necessari per muoversi nel mondo di oggi", come ha spiegato la ricercatrice alla Bbc online.
I ragazzini con le mani sulla tastiera e gli occhi al pc imparano "come comunicare online, l'arte di presentare il proprio profilo in pubblico, di creare una home page e di inserire link.

Tutte cose ritenute sofisticate solo 10 anni fa, ma che i giovanissimi oggi danno per scontate", precisa la Ido. Lo studio, sponsorizzato dalla MacArthur Foundation, fa parte di un progetto da 50 milioni di dollari su media digitali e apprendimento. Nel corso del lavoro i ricercatori hanno osservato i baby-cybernauti per oltre 5 mila ore. L'obiettivo del 'Digital Youth Project' era quello di fotografare il modo in cui i ragazzini usano questi nuovi mezzi di comunicazione "per socializzare, imparare e rilassarsi".
Anche perché con Internet le abitudini dei giovanissimi sono cambiate. Oggi connettersi online con gli amici su Facebook e MySpace rappresenta un modo per vedersi e darsi appuntamento, analogo alle vecchie uscite al centro commerciale, in strada o al parco. Insomma, dai ragazzi del muretto ai maghi della tastiera.
Non solo, il web regala a un gruppo di ragazzini, la 'vecchia' comitiva, l'opportunità di esplorare la propria creatività e di dedicarsi appieno a un progetto, lavorando insieme. "In uno dei miei studi sui fan dei cartoni animati giapponesi - racconta la ricercatrice - alcuni ragazzini hanno messo su diversi gruppi di produzione di video o di discussione online. Hanno selezionato parole e immagini nipponiche, informazioni fantasiose ed esoteriche per i loro lavori", andando a pesca di immagini e informazioni per realizzare e commentare i loro video", come piccoli registi o critici in erba.
Ma non tutti gli adolescenti sono 'digitali'. L'indagine ha scoperto un gap tra quelli che hanno accesso liberamente a Internet e quelli che non ce l'hanno. A fare la differenza è anche il fatto che "alcuni ragazzini possono viaggiare sul web solo in biblioteca o a scuola. Spesso l'accesso è limitato, i pc hanno dei blocchi o dei filtri che impediscono l'ingresso in siti, e gli orari degli istituti consentono cyberviaggi limitati, solo in determinati momenti della giornata". Fastidi che imbrigliano i ragazzini high-tech. Ma se lo studio promuove i passatempi online, i ricercatori ammoniscono gli adulti: le nuove abitudini dei ragazzini di oggi non sono scevre da insidie.
Dagli orchi che si insinuano nella Rete con false identità, ai siti pedofili, ai malintenzionati cybernetici, i pericoli possono essere in agguato anche sullo schermo del pc. Genitori e insegnanti devono dunque aggiornarsi e mettersi in pari, per poter capire cosa fanno i giovanissimi online e quali possono essere i rischi legati al fatto di passare troppo tempo a surfare sul web. "Il problema è che molti genitori sanno davvero troppo poco su quello che stanno facendo i figli in Rete, in questo modo non riescono a dare loro un reale aiuto o a rappresentare una guida", avverte la ricercatrice.
E "spesso i ragazzini non vogliono genitori o insegnanti curiosi sulla loro pagina di Facebook o MySpace". Insomma, remano contro per amor di privacy. Ma da punto di vista esclusivamente dell'interesse, prosegue la Ido, genitori e insegnanti devono "giocare un ruolo più produttivo, che li aiuti a 'connettersi con i loro figli e le loro vite". "Imparare oggi sta diventando sempre più basato sulla crescita insieme a coetanei e gruppi di amici online, e questo è un elemento importante da considerare quando ripensiamo all'educazione del 21esimo secolo", commenta Connie Yowell della MacArthur Foundation.